In merito all’operazione condotta dalle forze dell’ordine di Trani che ha portato all’arresto di 60 persone appartenenti a bande criminali internazionali dedite alla clonazione di carte di credito, giunge in redazione un commento di Walter Bruschi, amministratore delegato di CPP Italia, società specializzata nella tutela delle carte di credito.
«Questo tipo di frode scoperto a Trani – spiega Walter Bruschi, country manager di CPP Italia, divisione della multinazionale inglese specializzata nella protezione delle carte di pagamento con più di 700 mila clienti nel nostro Paese e oltre 3 milioni di carte assicurate – è riconducibile allo skimming e può essere attuato con l’applicazione di un dispositivo, identico all’originale, che copia la banda magnetica della plastic card».
Molto spesso nel dispositivo apposto vengono nascoste microcamere che carpiscono i movimenti della mano durante la digitazione del pin, gli esperti di CPP Italia raccomandano, quando si procede ad un prelievo con il bancomat o la carta di credito presso uno sportello atm, di verificare che non vi siano strutture sovrapposte e/o sporgenti sull’impianto e di coprire sempre con una mano la tastiera nel momento della digitazione del proprio pin.
«Attivare il servizio SMS di notifica degli acquisti effettuati con la carta – prosegue Bruschi - ci dà l’allarme al primo utilizzo fraudolento. Se, infatti, dovessimo ricevere l’avviso che la nostra tessera è stata usata per un pagamento da noi non autorizzato, non dovremmo far altro che avvisare l’emittente la carta, che provvederà al blocco della stessa. Perciò il numero di blocco,che l’84% delle persone intervistate non conosce a memoria, deve essere tenuto sempre a portata di mano».
«Purtroppo gli italiani – aggiunge Bruschi – da un lato temono le frodi con le carte di pagamento ma dall’altro non prendono contromisure adeguate. Infatti, secondo i risultati di una nostra recente ricerca, solo il 30,9% degli intervistati utilizza il servizio di SMS alert mentre meno del 40% degli intervistati controlla gli estratti conto. Sembrerà superfluo dirlo – conclude Walter Bruschi – ma non bisogna mai annotare i codici di bancomat e carte di credito assieme le carte stesse. La nostra ricerca evidenzia come il 13% degli intervistati non ricordi a memoria il pin delle carte».
