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Trani, intimidazioni a Chiarello e Cisotti. La solidarietà e i precedenti

Liquido infiammabile sul portone dell’edificio in cui abita l’assessore Chiarello. A breve distanza di tempo, stesso liquido sull’auto del presidente della cooperativa sociale “Re Manfredi”, Corrado Cisotti. In entrambi i casi, ci si è trovati in presenza di principi d’incendio senza conseguenze particolari, a parte l’annerimento dei manufatti.

Va precisato che, nello stesso stabile di via Maiorano, in cui risiede l’assessore Chiarello, abita anche uno dei responsabili della cooperativa “Oasi 2 San Francesco”, Mino Di Lernia. Entrambi, al momento, non hanno sporto denuncia alla Polizia, che ha constatato la natura dolosa dell’atto e non possiede allo stato attuale altri elementi.

A maggior ragione, a parte la quasi totale contemporaneità, non vi sono prove per stabilire una presunta correlazione fra quest’incendio e quello della vettura di Cisotti, caso del quale si stanno invece occupando i Carabinieri.

Bravate o atti intimidatori? Saranno le forze dell’ordine ad accertarlo, ma nel frattempo si registra il messaggio di solidarietà della Federazione della sinistra: «Il presidente, Mario Schiralli, ed il segretario della Federazione della sinistra di Trani, Cosimo Nenna, condannano l'inqualificabile gesto intimidatorio perpetrato da ignoti a danno dell'Assessore Pina Chiarello e del presidente della cooperativa Re Manfredi, Corrado Cisotti, e ribadiscono che, nonostante le possibili diversità di opinioni, il vivere civile impone correttezza e rispetto assoluti delle idee altrui. Nell'esprimere all'assessore Chiarello e all'amico Corrado Cisotti tutta la loro solidarietà, si augurano che episodi simili non abbiano più a ripetersi in una città come Trani che si è sempre distinta, nel corso dei secoli, per lo spiccato senso civico della sua gente ed il rispetto verso le istituzioni cittadine».

Solidarietà anche da Vito Cialdella, del Pri: «Desidero esprimere la solidarietà  all’assessore Chiarello ed al presidente amico Cisotti per l’ignobile gesto intimidatorio di carattere mafioso che hanno subito. Trani deve stringersi tutta intorno a loro per respingere tutti gli atti violenti e condannare qualsiasi forma di condizionamento perpetrato nei confronti delle istituzioni e dei privati che operano in Città. Qualsiasi contrapposizione ideologica, politica e personale deve rimanere nell’ambito della libertà, democrazia e della legalità e non deve sfociare in forme che infamano l’intera città con un marchio storicamente  sempre  respinto qual è la mafia».

Nel recente passato, l’ultimo presunto atto intimidatorio registratosi contro gli amministratori fu quello del 31 ottobre 2008 (notte di Halloween), quando un proiettile inesploso fu conficcato nel portone d’ingresso del palazzo di città. Anche in quel caso si ondeggiò fra l’ipotesi dello scherzo pesante e quello dell’avvertimento da parte dei pescivendoli abusivi, giacché alcuni sequestri coevi di pescato operati nei loro confronti e l’imminente apertura di un mercato ittico in piazza Dalla Chiesa (poi tramontata) parevano forieri di una forte penalizzazione della loro attività.

Di diverso tenore furono le lettere minatorie fatte recapitare all’ex assessore alle finanze, Sergio De Feudis, il 15 gennaio 2004, presso la redazione della Gazzetta del Nord barese e, il giorno successivo, direttamente al palazzo di città. A firmarla, un sedicente pseudo-movimento politico che lamentava un presunto indiscriminato imminente aumento della tasse. Sempre De Feudis fu oggetto di un altro episodio intimidatorio nel 2006, all’uscita dal palazzo di città: nel parcheggio interno, infatti, trovò una rudimentale bottiglia incendiaria accanto alla sua auto. In tutti i casi, le indagini non hanno mai condotto ad elementi concreti per individuare i responsabili.


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