E’ un appello diretto e personale quello che Felice Di Lernia, fondatore e Presidente di Oasi2, rivolge al Sindaco di Trani, Giuseppe Tarantini: «In base a quanto ci è dato sapere, questa mattina per mancanza del numero legale, è saltata la riunione della VI Commissione Consiliare che avrebbe dovuto discutere di un provvedimento urgentissimo, che ci riguarda direttamente e dal quale dipende il nostro futuro. Questo mancato passaggio istituzionale potrebbe rivelarsi fatale. A nome delle donne e degli uomini che compongono l’ente che presiedo, ma anche a nome di tutti i bambini e le famiglie cui è rivolto il nostro progetto, rivolgo un appello al Sindaco affinché si faccia garante, anche come uomo e come medico, oltre che come Sindaco, del fatto che non si compia un vero e proprio delitto sociale!».
Ma di cosa si tratta? «Il 13 aprile scorso - spiega Di Lernia - abbiamo depositato presso i competenti uffici comunali una istanza di permesso a costruire, relativa a un progetto di comunità di pronta accoglienza per bambini vittime di abusi e gravi maltrattamenti. Ci aspettavamo di trovare la nostra pratica all’ordine del giorno dello scorso Consiglio Comunale ma
così non è stato! Ci siamo allora precipitati a chiedere di convocare in tempi brevi un ulteriore seduta di Consiglio Comunale ma, a quanto pare, anche per via della mancata riunione della apposita Commissione Consiliare, non ci sarà alcun Consiglio Comunale nell’immediato futuro».
Il problema, dunque, è che se in tempi brevissimi non ottiene la suddetta autorizzazione, Oasi2 dovrà rinunciare al progetto e al relativo finanziamento regionale. Il progetto in questione, infatti, è stato co-finanziato dalla Regione Puglia per 250.000 euro e ora si rischia di perdere finanziamento e progetto. «Non è in ballo solo il finanziamento della Regione - precisa il Presidente di Oasi2 - il nostro progetto è stato ritenuto talmente innovativo ed eccellente da meritare l’attenzione della Fondazione Enel Cuore che ha voluto sostenerlo con un ulteriore
finanziamento di 200.000 euro. E proprio in questi giorni abbiamo avviato le trattative con una importante azienda che, in una logica di Responsabilità Sociale d’Impresa, darebbe ad Oasi2 una mano sostanziosa nel reperimento degli ulteriori 250.000 euro necessari per completare il progetto e per i quali Oasi2 intende attivare una capillare campagna di raccolta fondi oltre che farsi carico di un mutuo bancario. Non un centesimo, sia chiaro, è stato chiesto al Comune di Trani».
Se non si dovesse ottenere l’autorizzazione in tempi brevi, tutti questi finanziamenti andrebbero perduti e Oasi2 vedrebbe svanire quel progetto che avrebbe messo il sigillo sui suoi 25 anni di attività che ricorrono proprio quest’anno.
«Il nostro progetto - conclude Di Lernia - può essere un fiore all’occhiello per questa città: si tratta di una struttura che punta alla eccellenza per la quale lo stesso Comune di Trani si è espresso a suo tempo manifestando piena adesione e interesse; un servizio innovativo il cui bacino di interesse va ben oltre la nostra regione e che dopo i primi tre anni di sperimentazione potrebbe essere inserito nel Regolamento Regionale sui servizi e le strutture sociali quale nuova modalità di presa in carico di bambini con disturbi psicosociali causati da abusi e gravi maltrattamenti. Per questo rivolgo un appello personale al Sindaco affinché trovi una soluzione amministrativa che impedisca questo vero e proprio delitto sociale, certamente non punito dal Codice Penale ma che ugualmente sarebbe impossibile giustificare».
