«Un francobollo raffigurante la cattedrale? Sarebbe magnifico, ma temiamo che servano spinte forti che Trani non ha». A parlare è Giulio Gramegna, dell’associazione “Traninostra”, commentando la recente istanza di un altro sodalizio culturale, la “Società di storia patria per la Puglia”, con cui si è richiesto al Ministero dello sviluppo economico di inserire il massimo monumento tranese nel calendario delle emissioni filateliche del 2012.
Il pessimismo di Gramegna deriva dal fatto che «la nostra associazione non da oggi ha inviato richieste in tal senso a tutti gli organi competenti, ma nessuno ci ha mai degnati di un benché minimo cenno di riscontro». Nel 2003, Traninostra propose un francobollo per gli Statuti marittimi, nel 2004 uno per la cattedrale, nel 2005 uno per il castello, nel 2006 uno per l’Acquedotto pugliese. Ogni richiesta fu adeguatamente motivata e supportata, ma tutte sono, di fatto, fallite. «Qualche parlamentare – rivela Gramegna – si era offerto di darci una mano, ma pretendeva che pubblicizzassimo il suo interesse prima di un eventuale risultato ottenuto. Noi, invece, gli garantimmo che l’avremmo fatto solo a francobollo coniato: da quel momento, non si fece più sentire».
