Puntuale come l'asfissiante afa estiva si ripresenta la problematica degli accessi al mare lungo la costa tranese. Se è già scontato il dato di fatto che la costa a Nord è stata fagocitata negli anni '60, '70 e '80 dagli inappagabili appetiti degli imprenditori del marmo che hanno ritenuto 'opportuno' sversare gli scarti della lavorazione lungo la costa, appare quanto mai emergenziale lo stato degli accessi lungo la costa Sud.
Negli anni le cancellate sono diventate sempre più numerose ed insormontabili proporzionalmente al carico degli insediamenti abitativi che affollano la fascia costiera da contrada 'Matinelle' sino a 'Torre Olivieri'.
Rispetto all'anno scorso ulteriori accessi si sono chiusi ed il mare risulta essere ancora più 'negato' di sempre.
Il recente PUG del Comune di Trani riconosce tre strade di accesso trasversali alla Strada Statale 16 ma si tratta solo di una viabilità virtuale e non reale che sarà realizzata in un futuro molto remoto, ossia solo quando gli insediamenti edilizi della fascia costiera saranno concretizzati. Purtroppo vi è la mancanza di volontà da parte dell'Amministrazione Comunale a procedere con gli espropri che potrebbero, perlomeno, garantire immediatamente il solo accesso pedonale.
La legambiente in tal senso ha avviato una istanza amministrativa individuando lungo l'esistente tratturo coincidente con il n. civico 71 la concreta possibilità di accedere alla costa. Trattasi, infatti, di un tratturo da sempre aperto al pubblico pur essendo uno strada privata ad uso pubblico. Si è constatato che negli ultimi metri di tale tratturo i proprietari di un terreno hanno ritenuto 'utile' impedire il prosieguo del percorso con una recinzione metallica a guardia del 'nulla'. Nulla, infatti, ricade su tale terreno se non sterpaglie.
Alla situazione cronica e drammatica degli accessi si sovrappone la Delibera dell'Autorità di Bacino del 13 Giugno 2011 che individua lungo la fascia costiera Nord e Sud alcuni importanti ed estesi tratti in frana o ad elevato rischio idraulico connesso sia allo sbocco di impluvi od all'erosione costiera.
Appare evidente che ogni ente amministrativo agisce in ottemperanza alle proprie competenze ed alla salvaguardia della pubblica incolumità, ma noi della legambiente siamo altrettanto consapevoli che l'apposizione dei vincoli dell'Autorità di Bacino prima che impedire gli accessi al mare dovrebbero servire a scongiurare l'abusivismo edilizio che in questi tratti di costa dilaga ponendo a repentaglio la stessa staticità degli edifici e la salvaguardia della vita umana. A tal proposito ci piacerebbe che oltre a garantire il 'mare negato' le amministrazioni, a partire da quella comunale, si adoperassero di verificare se tali strutture abusive siano dotate di congrui impianti per la raccolta delle acque reflue e degli scarichi inquinanti.
Quanto detto si pone in palese contrasto con le velleità di città turistica millantate dall'Amministrazione Comunale.
Poiché le condizioni di accesso al mare sono notevolmente peggiorate rispetto alle stagioni precedenti non è da escludere che la città di Trani sarà proposta per il prossimo anno quale candidata alla “BANDIERA NERA” nella annuale graduatoria che la Legambiente redige per segnalare le situazioni di maggiore degrado.
