«San Nicola Pellegrino, propulsore di misericordia». Questo l’argomento affrontato da Mons. Giovan Battista Pichierri nell’omelia di ieri, durante la solenne concelebrazione in onore del patrono di Trani.
Gremita la basilica superiore della cattedrale, ma un arcivescovo che officia una messa solenne non fa notizia quanto uno indagato per presunta usura reale, anche se poi si tratta dello stesso arcivescovo.
Così, ieri, né telecamere, né taccuini per quella che, in ogni caso, era la prima uscita pubblica del presule dopo la notizia dell’inchiesta giudiziaria che lo riguarda insieme con il vicario e l’economo della diocesi di Trani.
Dubitavamo che Mons. Pichierri facesse un sia pur minimo accenno al caso di palazzo Broquier che lo vede coinvolto. Infatti, nessun riferimento diretto da parte sua, ma un continuo invocare la promozione e l’educazione per mezzo della misericordia, quella compassione della miseria altrui che, oggi, parrebbe proprio in vista di estinzione.
Un «miserere» che si è tradotto anche in una provocatoria domanda di fondo dalla risposta non facile: «Perché – si è pubblicamente chiesto Mons. Pichierri – la parola “misericordia” è scomparsa dalle labbra dei cattolici? Eppure – ha riferito il presule citando il vescovo di Lione -, “misericordia” oggi è una parola chiave nel dialogo interreligioso, ma proprio i cattolici l’hanno quasi persa di vista».
In questo caso, e solo in questo caso, il capo della diocesi di Trani si è collegato all’attualità parlando del killer di Oslo e giudicandolo come «la deriva di un distorto fondamentalismo cristiano alla quale purtroppo si è giunti non riuscendo a dare risposte ed assicurare interventi prima».
Da qui il richiamo alla figura di San Nicola Pellegrino e la seconda domanda provocatoria, questa volta direttamente all’assemblea: «Lui invocava incessantemente la misericordia? E noi? Quanto ci sentiamo coinvolti dalla sua spiritualità? San Nicola Pellegrino – ha concluso il presule citando anche un’invocazione al nostro patrono del compianto Don Felice Simini - stimola me e voi ad essere sempre con Cristo, in Cristo e per Cristo, lasciandoci possedere da Lui. La mia speranza è che la nostra Chiesa possa educare le nuove generazioni secondo l’esempio di San Nicola».
