Michael Bublé più forte di San Nicola? Sì, ma colpa è del vento.
Capita così che, mentre le prove del pomeriggio diffondono per tutto il centro storico e nell’arco del porto le note di «Meglio stasera, baby, go, go, go», favorite dalla mitica «ventilazione inapprezzabile», all’orario convenuto dei fuochi piromusicali il vento gira a maestrale e spinge il suono alle spalle dalle sue fonti. Così, per migliaia di astanti, lo spettacolo è diventato molto “piro” e poco musicale.
Il risultato è che i fuochi, quantunque molto belli, senza l’adeguato supporto musicale hanno perso molto del loro impatto. L’accompagnamento sonoro, ridottosi quasi ad un sottofondo, è parso anche non sempre sincronizzato e, per la verità, le scelte musicali di quest’anno sono sembrate non dello stesso alto livello di quelle della scorsa festa patronale.
Al termine dei 17 minuti di spettacolo la gente è andata via fra applausi e mugugni. Poi è partito uno sparo accidentale e molti sono tornati indietro nella vana speranza di assistere ad un secondo atto che non c’è mai stato.
Di sicuro, la “seconda volta” dei piromusicali ha fatto rimpiangere la prima. Un grosso sacrificio e tanto lavoro per, alla fine, canticchiare Bublé e maledire il maestrale.
