Nubi sul consiglio comunale in programma oggi, a partire dalle 16.30, per l’approvazione in via d’urgenza del permesso a costruire, in favore della comunità “Oasi 2 San Franesco”, relativo ad un progetto di comunità di pronta accoglienza per bambini vittime di abusi e gravi maltrattamenti.
Il provvedimento, che già arriva in assemblea quasi all’ultimo giorno utile per non perdere i cospicui finanziamenti cui ha diritto (pur essendo stato presentato già dallo scorso 13 aprile), adesso potrebbe trovare un ostacolo in una diffida giunta al palazzo di città.
A firmarla, il dottor Ferdinando Capece Minutolo, proprietario all’87 per cento di un comparto, il cp/44, strettamente correlato all’area in cui verrebbe realizzata la struttura di Oasi 2. Capece Minutolo fa sapere di avere più volte manifestato, in riunioni con gli altri proprietari del comparto, la volontà che il comparto si sviluppi in maniera «ordinata ed omogenea» e con attività «consoni all’intero comparto».
Peraltro, pur dichiarandosi «disponibile ad esaminare qualunque progetto, anche in virtà della percentuale di possesso», diffida «ad intraprendere qualsiasi decisione consigliare non condivisa e che possa essere dannosa alla sicurezza morale e materiale di domini e cose esistenti nelle vicinanze del comparto».
Vi sarà stata superficialità nell’istruzione della pratica prima di portarla in consiglio comunale? Oppure si sarebbe in presenza di una interferenza sull’attività amministrativa? Le risposte questa sera in aula, a cominciare dalla conta dei presenti.
Peraltro, se Oasi 2 non ottenesse l’autorizzazione a costruire, dovrà rinunciare al progetto e relativo finanziamento regionale. Il progetto in questione, infatti, è stato co-finanziato dalla Regione Puglia per 250.000 euro. Inoltre, «è stato ritenuto talmente innovativo ed eccellente – aveva fatto notare recentemente il presidente di “Oasi 2”, Felice Di Lernia -, da meritare l’attenzione della Fondazione Enel Cuore che ha voluto sostenerlo con un ulteriore finanziamento di 200.000 euro. E noi abbiamo avviato le trattative con una importante azienda che, in una logica di responsabilità sociale d’impresa, darebbe ad Oasi2 una mano sostanziosa nel reperimento degli ulteriori 250.000 euro necessari per completare il progetto e per i quali Oasi2 intende attivare una capillare campagna di raccolta fondi, oltre che farsi carico di un mutuo bancario. Non un centesimo, sia chiaro, è stato chiesto al Comune di Trani. Se non si dovesse ottenere l’autorizzazione in tempi brevi – ricordava Di Lernia quando tardava arrivare il parere favorevole della competente commissione consiliare -, tutti questi finanziamenti andrebbero perduti e Oasi2 vedrebbe svanire quel progetto che avrebbe messo il sigillo sui suoi 25 anni di attività che ricorrono proprio quest’anno».
Cosa accadrà adesso, alla luce della diffida presentata dal proprietario di maggioranza del comparto?
