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Trani, giù villa Di Corato. Legambiente: "Grave atto vandalico favorito dall'incoerenza dei colletti bianchi"

I primi giorni del mese di Agosto del 2011 saranno ricordati dalle future generazioni per il grave scempio costituito dall'abbattimento di Villa Di Corato, già nota come Villa Malcangi, fondamentale testimonianza culturale e storica di Trani al punto da lasciare un'importante certificazione anche nella toponomastica. Nell'insidioso silenzio della calura estiva è stato compiuto uno scempio tanto scandaloso quanto indegno del nobile passato storico che connota la Città di Trani.

L'insensato gesto dell'abbattimento per palesi appetiti edificatori appare ancor più vergognoso se si considera che Villa Di Corato è un bene tutelato dal recente PUG di Trani che la riporta nella scheda n. 21 della ‘Tavola 07.1C – Atlante dei Beni Architettonici ed Archeologici’.

Villa Di Corato presentava delle peculiarità architettoniche costituite dalla posizione a ridosso del mare, dai giardini, dalle tre terrazze che la cingevano, dalle scalinate, dai pavimenti, e da altre caratteristiche che l'avevano portata ad essere citata anche in importanti riviste del settore come 'AD' (Architectural Design).

La Legambiente nel Novembre 2010 aveva già ravvisato il grave rischio in cui incorreva Villa Di Corato e il giardino ricco di piante secolari che la circondava, avviando una puntuale segnalazione degli accadimenti in corso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici ed evidenziando in un comunicato stampa, come "Osserviamo sbigottiti l’inesorabile abbattimento quotidiano del verde secolare che circonda la Villa; la malvagia, quanto strategica incuria che avvolge la nobile dimora che tra le sue mura ha vissuto fasti, celebrità ed opulenze dei suoi frequentatori; la silenziosa connivenza che regna in città e nel Palazzo di Città".

Dal libro scritto dall’Arch. Francesca Onesti intitolato “La campagna di Trani” edito dalla Regione Puglia – CRESEC Trani, si legge:

“Tra la fine dell’800 ed i primi decenni del ‘900 la zona compresa tra via Bisceglie e la Penisola di Colonna divenne il quartiere nel quale si concentrarono la maggior parte delle nuove ville. ....La speculazione edilizia, dagli anni Cinquanta in poi, ha distrutto la maggior parte di queste costruzioni, cancellando di fatto il quartiere così come gli antichi lo avevano pensato.”

Evidentemente la speculazione edilizia citata dall'Arch. Onesti è ben poca cosa rispetto a quella che attanaglia i primi anni del terzo millennio; ma è sicuramente ben poca cosa rispetto alla connivenza silenziosa ed accondiscendente di chi, ad ogni livello, dovrebbe controllare ma ritiene opportuno girarsi dall'altra parte per non vedere.

Ebbene, ora che lo scempio è stato compiuto tra l'indecoroso silenzio degli Amministratori locali e dei politici, così indaffarati a contendersi le poltrone per le imminenti elezioni del 2012, ci sentiamo in dovere di esprimere alcune considerazioni: l'abbattimento di Villa Di Corato costituisce, in soli due anni dall'entrata in vigore del PUG, il terzo scempio compiuto sui beni storici tutelati dallo stesso strumento urbanistico. Hanno subito la stessa vergognosa sorte Villa Antonacci e Villa Turrisana. E' evidente che in tutto questo c'è qualcosa di tanto grave da interessare oltre agli aspetti legati ad una palese insensibilità dei tecnici, dei funzionari e degli amministratori, anche una sostanziosa materia giuridica per la Magistratura.

Ci chiediamo se l'azione della rapida demolizione di Villa Malcangi e degli altri beni incorsi nella stessa sorte, sia stata innescata proprio dagli stessi vincoli del PUG. In tal caso prepariamoci all'abbattimento di tutti gli altri 32 vincoli rimanenti. Vuol dire che ci meritiamo tutto questo e preferiamo passare alla storia come i cittadini della Città più insensibile d'Italia in materia di tutela dei beni storici ed architettonici. Ci chiediamo come mai il lotto in cui sorgeva la villa era contemporaneamente destinato a zona di completamento ad alta densità e zona di interesse architettonico al punto da essere totalmente inedificabile: una palese contraddizione.

Ci interroghiamo, basiti, sul reale significato della dizione 'atto vandalico' ed arriviamo alla logica conclusione secondo cui l'abbattimento di un importante bene storico-architettonico come l'ex Villa Malcangi sia sicuramente grave quanto il recente indecoroso gesto di imbrattare con vernice indelebile l'abside della Cattedrale.

In questa folle olimpiade dell'insensatezza rileviamo che l'insensibilità culturale fa da triste sfondo per entrambi i gesti ma è culturalmente più devastante ed insidiosa per l'incoerenza che caratterizza i colletti bianchi posti al vertice amministrativo della nostra città.

Legambiente - Circolo di Trani

Presidente Pierluigi Colangelo


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