Tra il disinteresse di tutti, o quasi, e il rumore della pala demolitrice coperto dalle scintillanti serate di un’estate Tranese avida di fuochi d’artificio e di calici di vino, un altro prestigioso pezzo della storia urbanistica di Trani è stato cancellato.
Villa Di Corato è stata abbattuta. Ebbene, a distanza di oltre due anni dall'approvazione del Piano urbanistico generale proclamato, a parole, volano della rinascita economica della città, quello che concretamente registriamo fino ad oggi non è lo sviluppo economico promesso, ma solo l'abbattimento di costruzioni storiche. E Villa Di Corato arriva dopo l’abbattimento della Fonderia Giustozzi o della ciminiera dell’Oleificio La Pietra, mentre si progettano grattacieli a ridosso di chiese e giardini storici, così come previsto ad esempio dal Pue di Pozzopian).
Nel frattempo l'edilizia è bloccata per gli adempimenti tecnici richiesti dalla Vas (Valutazione ambientale strategica) della quale nessuno, tranne noi, si era accorto. L’amministrazione non ha comunicato l’esito delle decine di ricorsi al Tar contro il nuovo Pug, il contratto di quartiere non decolla, considerato che le strutture collettive (impianti sportivi, case per categorie protette, piscina) sono, fino ad ora, rimaste sulla carta. In sostanza l’attività edilizia a Trani è ricondotta all’abbattimento e non alla realizzazione (ecocompatibile).
La città distratta ed abbagliata dagli spettacoli colorati (a spese dei tranesi), con le strade rotte, il mare sporco, i servizi sociali sotto scippo costante, l’addizionale Irpef, le periferie abbandonate, il mare negato, le strisce blu, i debiti fuori bilancio, la crisi delle aziende, la disoccupazione dilagante, appare oramai incapace di avere uno scatto di orgoglio che la svegli dal torpore di questi ultimi anni.
Siamo stanchi ormai anche noi di gridare al vento il nostro sdegno, ma anche le nostre proposte, con i mezzi che la legge ci consente nella nostra qualità di rappresentanti Istituzionali di minoranza. Ma urliamo, comunque, ai tranesi di reagire e di non assistere inermi allo scempio che oramai quotidianamente ci riservano le vicende della nostra città.
Michele di Gregorio - Francesco Laurora (consiglieri comunali Verdi Trani)
