Una piccola lezione sulla gestione dei soldi pubblici la possiamo trarre da qualche stelo legato da uno spago e da un profumo di lavanda, margherite, tulipani e rose.
Un impegno di spesa che usando un termine "nerd" potremmo definire random. Novecento euro, zero centesimi. Una spesa fatta dalla prima ripartizione in vista delle prossime celebrazioni di matrimoni civili o momenti rappresentativi o cerimonie ufficiali durante le quali l'amministrazione è solita omaggiare i protagonisti con un bouquet di fiori.
Da questa spesa presunta di 900 euro saranno poi man mano scalati i soldi per gli acquisti quando ce ne sarà l'occasione con una "turnazione" tra i fiorai affidatari. Nessuna azienda di fiducia o nessun fantasma del favore che incombe, una dea bendata che gira lungo tutto il territorio della città e pian piano sorride ad ogni fioraio.
Il solito lancio che la sposa fa del bouquet girandosi di spalle e lanciandolo a caso, l'amministrazione lo fa con gli occhi bene aperti e scegliendo uno alla volta, tutti i commercianti del territorio. Nessuno escluso, per lo meno da quanto si può leggere nella determina.
d.d.
