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Trani, caso-caos Ospedale. Negrogno: «Il problema è nascere a Trani? O nascere "bene"?»

«Nascere o non nascere? Questo è il problema? Voglio nascere a Trani. Ci penserei sopra. Voglio davvero nascere in questo mondo? Fitto, Vendola , Vendola, Fitto, Fitto Vendola. Sto per dire un fatto che farà eccitare i miei eterni ammiratori.

Lo specialista richiede un prelievo di sangue per mia moglie. Mi reco al Cup per prenotare l’esame. Mentre sono in coda, devo attendere 20 persone, passano colleghi, amici, pazienti che mi conoscono e unanimi, quasi in coro mi dicono: “Perché fai la coda? Vai da dietro!”. “A me non piace andar da dietro” rispondo e loro, sardonici, “Come! Ai comunisti non piace da dietro?”.

Morale della favola: 50 euro di ticket e una pacca sulla spalla con la nota: “Sei unico”. La stessa cosa me l’ha detta la cassiera del supermercato sotto casa quando ho comprato una confezione di siringhe. “Ma come! Lei compra le siringhe?”

Non voglio una medaglia. Ma condividere una riflessione. Ritengo che il colpevole non sia né Fitto né Vendola. Fitto e Vendola hanno le loro colpe ma il colpevole è ognuno di noi, nel suo piccolo, quando abusa della sua piccola posizione. Questa mattina, mentre mi accadeva tutto questo, ve lo dico sinceramente, ero combattuto, dentro la mia anima, se sentirmi un eroe oppure un coglione. Ma lasciamo perdere questa storia marziana.

Qualcuno potrebbe asserire che più che all’ospedale di Trani sarebbe bello nascere sul tavolo di casa con la “vamman” (mi pare si dica così) che mica faceva tante storie e costava poco.

I soldi sono finiti, anche perché abbiamo abusato e non ha abusato il povero, il nullatenente, no, quelli hanno pagato fino all’ultimo centesimo. Ha abusato il potente, perché amico di altri potenti o perché poteva dare qualcosa agli amici. Ora non serve analizzare, trovare il colpevole, i soldi sono finiti, dobbiamo “ottimizzare le risorse”. Da operatore sanitario posso suggerire che è meglio nascere in un posto dove ci sono dei professionisti preparati, motivati, pagati, riposati eccetera che nascere in tanti posti dove non ci sono soldi per pagare tanti professionisti, non motivati, stanchi perché comunque in numero non legale. Quel posto potrebbe essere ovunque per chi deve nascere, lontano dal concetto di guerre e confini. Ma poi è così importante nascere a Trani? Dobbiamo salvare questo mondo malato e per salvarlo dobbiamo essere cittadini del mondo e non tranesi, barlettani, o addirittura quelli del quartiere stadio o quelli della parrocchia di San Vinceslao. Si potrebbe creare un ospedale in una terra neutra, una “striscia” e registrare questa benedetta nascita facendola derivare, cromosomica, da quella del pater. Così, magari, tutti felici e contenti, ci occupiamo di cose serie»

 

Rino Negrogno

 

 


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