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Trani, l'odissea delle centraline antismog. Folgore: «Riattivarle subito»

Correva l'anno 2002 quando il Comune di Trani, approfittando di un finanziamento POR Puglia 2000-2006 relativo la Misura 5.2 per il miglioramento della qualità dell'ambiente nelle aree urbane, ha provveduto ad acquistare un "sistema integrato di rilevamento e monitoraggio dell'inquinamento atmosferico" nel territorio cittadino.

Nel febbraio 2004, sin dalla loro consegna, l'Amet ha custodito le due stazioni di rilevamento mobili per il controllo della qualità dell'aria, eseguendo tutta la fase relativa al montaggio e alla messa in funzione delle stesse, avviando il progetto di monitoraggio dei livelli di inquinamento ed attivando il collegamento con l'Arpa, alla quale per un certo periodo sono stati forniti in tempo reale i dati rilevati.

Nel luglio 2004  l'amministrazione comunale ha deliberato di affidare all'Amiu, in via provvisoria, la custodia e la gestione del sistema.

Successivamente l'Amiu ha affidato a più riprese le apparecchiature al Dipartimento di Chimica dell'Università di Bari, creando una discontinuità che non ha permesso una corretta attività di monitoraggio delle suddette centraline, con uno scambio continuo e ripetuto di obblighi e di responsabilità tra i suddetti Enti.

Nel maggio 2008 l'Amiu ha sospeso del tutto il servizio, chiedendo al Comune Trani di far conoscere i programmi e le modalità di attuazione del servizio di monitoraggio.

L'epilogo di questa odissea (lunga, travagliata e dolorosa peregrinazione) si è avuta nel 2010 quando l’amministrazione ha deciso di non prorogare il servizio di monitoraggio ambientale (oltre a quello di sanificazione delle caditoie).

A seguito di questa presa di posizione dell'amministrazione comunale, intervenne l'assessore all'Ambiente Giuseppina Chiarello, la quale, ritenendo importante il servizio di rilevamento ambientale per l'intera comunità tranese, pretese che già nel prossimo bilancio venissero stanziati dei fondi per riattivare gli impianti di rilevazione, evidenziando l’intenzione di recuperare e soprattutto utilizzare” le apparecchiature in possesso dell’Università di Bari.

Tantissime e continue sono state nel tempo le prese di posizione dei vari esponenti "difensori" del sacrosanto diritto di avere un sistema di monitoraggio ambientale di inquinamento atmosferico continuo, aggiornato e accessibile, così come è previsto dalla legge.

Sono infatti intervenuti sulla questione l'allora Consigliere Nicola Cuccovillo, il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini, il capogruppo consiliare dei Verdi, Michele di Gregorio ed altri.

Anche l'Associazione Folgore di Trani, costituita per la salvaguardia ambientale, si unisce a tutti coloro che hanno a cuore la salute dell'aria della nostra città.

Questo il commento del responsabile della Folgore, Nunzio Di Lauro:

"Allo stato attuale, da quanto ci risulta, le centraline per il monitoraggio ambientale sono assenti in città. Essendo Trani un capoluogo di provincia, che conta un alto numero di abitanti ed un elevato tasso di traffico automobilistico sulle vie cittadine, per non parlare delle fabbriche in periferia e della presenza di una vastissima discarica che emana miasmi in determinate ore e direzioni del vento, non è concepibile essere sprovvisti di una quotidiana e costante rilevazione della qualità dell’aria in città.

La richiesta che la Folgore presenta all'Amministrazione comunale è che ci si impegni fattivamente a riattivare un utile servizio come quello del monitoraggio ambientale, avendo già a disposizione le apparecchiature idonee all'uopo.

Per un’amministrazione comunale che vanta di aver realizzato varie piste ciclabili in città e varie zone pedonali nel centro storico, verificare la salubrità dell’aria con dati in tempo reale e sempre disponibili durante tutto l’anno costituirebbe un ulteriore fiore all'occhiello, oltre ad essere un atto di maggiore trasparenza nei confronti dei cittadini".

 

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