A questo punto si può escludere che la causa dell’inquinamento del mare nella zona di largo Chiarelli siano sbocchi abusivi all’interno dei collettori alluvionali. Ma una causa pur sempre ci sarà, da qualche altra parte, perché proprio ieri, dopo che una nuova ispezione nelle due condotte aveva sortito esito negativo, in quello specchio d’acqua si è manifestata una scia senza precedenti di alghe atrofizzate e liquami che le foto ed il video a corredo di queste righe documentano in maniera più che sufficiente.
L’ispezione, per la cronaca, è stata compiuta da personale di Acquedotto pugliese, Ufficio d’igiene e Polizia locale. Si è potuto apprendere che i tecnici scesi nei collettori (percorrendo quello di destra da via del Ponte romano allo sbocco a mare, quindi risalendo al contrario per quello a fianco) non hanno avvistato scarichi di fogna nera lungo le condotte pluviali. Come al solito, vi sono soltanto perdite qua e là di carattere strutturale, ma non foriere d’inquinamento.
Ma allora, da dove nasce quell’impressionante scia melmosa di questa mattina, beffardamente venuta a galla dopo che gli ispettori erano andati via?
Va da sé che ulteriori controlli e verifiche si renderanno necessarie, almeno per tranquillizzare la cittadinanza circa l’estensione del fenomeno, che ci si augura sia circoscritto a quel solo tratto di mare, già recentemente bollato da Goletta verde, di Legambiente, come “il più inquinato delle Puglie”.
(foto di Luca Morollo)
