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Trani, il «Cezza» va al Barcellona. Ostuni secondo, Brindisi e Ruvo si «autosospendono»

Un minuto di sentito raccoglimento per ricordare Antonio Cezza, il valoroso carabiniere tranese che giocava anche a basket, e poi via alla finale con cui Ostuni provato a fare la voce alta contro un avversario di vaglia come Barcellona Pozzo di Gotto. L’inizio pugliese è molto buono, Marino segna un canestro al termine di un’azione corale meravigliosa, ma Marcelletti si prende un tecnico per proteste e, come d’incanto, la squadra avversaria fa un break di 10-0 (tutti i punti di un inarrestabile Green) ed indirizza decisamente la finale dalla sua parte. Pochi minuti dopo, altra palla discussa e Marcelletti rischia il secondo provvedimento a carico. Ci vuole un po’ perché la sua squadra si ricompatti, Barcellona non regala nulla ed il primo quarto si chiude 17-29.

La seconda frazione vede Ostuni impegnata a rientrare, ma gli sforzi producono solo un massimo riavvicinamento a -10. Barcellona non molla mai, anzi gioca un  pallacanestro complessivamente d’alto livello, mostrando ottime doti dall’arco ma anche bei giochi sotto le plance. Il primo tempo termina 33-51 e, oggettivamente il primato dei siciliani nel “Cezza”, dopo una partita e mezza, è totalmente meritato.

Ma Ostuni ha la scorza dura del suo coach, che incita costantemente i suoi, richiama decine di volte a sé Marino per spiegargli giochi difensivi ed offensivi e trova in Johnson, Williams ed in una difesa sempre più granitica le chiavi di un progressivo recupero, anche a dispetto dell’uscita per falli di Rinaldi: alla fine del terzo quarto è 60-70 e si ha l’impressione che la partita non sia ancora chiusa, quantunque sarà difficile che i pugliesi continuino con quella straordinaria intensità.

Ma Ostuni ci prova davvero fino alla fine, costringendo Barcellona a sua volta a dare fondo a tutte le energie per contenere il ritorno pugliese. Ma quando Williams commette il secondo fallo antisportivo e lascia il campo si spegne l’ultima speranza: il trofeo del “Cezza” se ne va in Sicilia, insieme con il trofeo per il miglior realizzatore, appannaggio di Mike Green, autore di 39 punti in due gare. Giusto così.

Note di merito finali per gli arbitri, tutti bravi. E Pasquale Pecorella, che ha avuto l’onore di dirigere la finalissima da primo arbitro nella sua città, è parso il più equilibrato nelle scelte e quello sempre più propenso al dialogo con allenatori tutt’altro che mansueti, Marcelletti in primis. L’arbitro tranese, commosso dallo striscione che qualcuno ha voluto dedicargli per la promozione in A, pare sulla buona strada per una prima stagione di tutto rispetto in Legadue.

Assi basket Ostuni - Sigma Barcellona Pozzo di Gotto 85-94

Parziali 17-29; 33-51; 60-70; 85-94

Assi basket Ostuni. Sirakov 7, Williams 22, Canelo 11, Marino 12, Di Liegro 13, Basei 4, Margio 2, Rinaldi 8, Carenza 2, Johnson 13. All. Marcelletti. Tl 20-31; T3 6-13.

Sigma Barcellona Pozzo di Gotto. Rotundo 3, Green 23, Hicks 7, Bucci, Mocavero, Dordei 17, Da Ros 13, Piazza 9, Martin 13, Bonessio 4. All. Pancotto. Tl  34-44; T3 8-12.

Arbitri. Pecorella di Trani, Morelli di Brindisi, Materdomini di Grottaglie

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Si rinfranca con la vittoria nella “mezza” finale di consolazione l’Enel Brindisi, che al Memorial Cezza ha chiuso terzo superando un Ruvo che, quantunque volenteroso e bene organizzato da coach Cadeo, ha oggettivamente patito la differenza di categoria rispetto agli avversari. Del resto, Bucchi sapeva che il torneo di Trani avrebbe rappresentato non di più di una tappa di avvicinamento verso la migliore condizione di una squadra che ha ancora troppe poche settimane di lavoro per dirsi compiuta. Così, senza fare drammi per la sconfitta della serata precedente contro Barcellona Pozzo di Gotto, i messapici e compagni si sono rimboccati le maniche proseguendo sulla strada dell’intensità al servizio di un gioco quanto più possibile corale.

Nel primo quarto, però, il break lo fanno sostanzialmente solo in due, gli ottimi Hunter e Ndoja. Il capitano, in particolare, si distingue anche per le palle recuperate e la grinta che trasmette a tutta la squadra. Non male però il Ruvo di Cadeo, con il diciottenne Merletto in bella evidenza (a lui il premio “Mino Ceci” per il miglior giovane) in bella evidenza ed una buona intensità difensiva collettiva. Nota stonata in casa Brindisi, l’infortunio alla caviglia di Zerini, che esce dalla contesa dopo pochi sismi istanti dal suo ingresso in campo scivolando su una chiazza del troppo sudore disperso sul parquet dagli atleti a causa del caldo torrido.

Nella seconda frazione la storia della partita non si discosta da quella della prima, ma questa volta Brindisi si carica di falli e Ruvo tenta si sorprendere gli avversari con la press a tutto campo, che la squadra di Bucchi evita non sempre con lucidità. Ma in difesa Brindisi è granitica e non subisce quasi nulla, mentre in attacco è sempre Ndoja il risolutore: per lui, a metà gara, ci sono già 14 punti.

La terza frazione inizia solo per onor di firma. Si fa fatica a stare in piedi, i coach si accordano per difendere a zona senza forzare, ma Valesin cade e, dopo appena tre minuti di gioco, si decide di fare terminare la partita. Gli arbitri si limitano a prendere atto: 50-26 per Brindisi il risultato finale. Per gli organizzatori si sarebbe potuto giocare ancora, sarebbe bastato pazientare un attimo ed asciugare meglio il parquet.

Adriatica industriale Ruvo-Enel New basket Brindisi 26-50 (sospesa per decisione degli allenatori al 3’ del terzo quarto)

Parziali 10-20; 19-42; 26-50

Adriatica industriale Ruvo. Laquintana 2, Villani, De Leo, Valesin 5, De Martino 2, Merletto, Zanotti, Tagliabue 5, Bonacini, Emejuru 1, Antrops 7, Tomasiello 2. All. Cadeo. Tl 6-13; T3 4-8.

Enel New basket Brindisi. Maestrello 3, Poletti 5, Formenti 1, Hunter 8, Simoncelli, Renfroe 4, Ndoja 14, Borovnjak 9, Callahan 6, Zerini, Vorzillo, Preite. All. Bucchi. Tl 4-6; T3 6-12

Arbitri: Cappello di Porto Empedocle, Sgrima di Catanzaro, Borgioni di Roma.

 


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