Un bilancio negativo per una delle zone turistiche più frequentate di sera in città, come il nostro porto. Per questa stagione estiva il conteggio al momento si ferma a cinque episodi in totale.
Partendo dalla sera del 24 luglio quando un 50enne che faceva una passeggiata con amici fu pestato da un gruppetto di ragazzi nel giro di pochi minuti; quale è stata la causa? Aver urtato il braccio di uno di questi ragazzi facendogli cadere per terra il cocktail. La gente non è intervenuta spaventata dalla ferocia del gruppo. Un mese dopo scaramucce tra pescatori, episodio che ha richiesto l’intervento della polizia che ha poi condotto in commissariato i diretti interessati.
E tra queste ci mettiamo anche la lite furibonda tra un ragazzo tranese e un venditore ambulante sorpreso a lanciare una busta dell'immondizia nel mare, gesto che al ragazzo non è piaciuto; i momenti di tensione tra un disabile e due ragazzi per poi finire con l'uomo ubriaco in una serata di “fine estate” in una piazza Teatro gremita di ragazzi e curiosi che osservavano divertiti il tipo barcollare e delirare. E non conteggiamo l’aggressione ai danni di tre anziani a giugno nei pressi di piazza della Repubblica da parte di un gruppo di ragazzi coratini di ritorno dal mare. Episodi che sottolineano tutte le criticità di una città che deve fare ancora molto per potersi definire in maniera limpida “turistica” perché anche la sicurezza deve rientrare nei canoni e nei servizi che dovrebbe offrire.
Il porto ad ogni modo “sulla carta” sembrerebbe essere ben coperto anche grazie alla presenza dei volontari o delle cooperative che presidiano le transenne e che dovrebbero avere un contatto diretto con le forze dell’ordine in caso di necessità. Eppure di situazioni imbarazzanti ce ne sarebbero da monitorare, situazioni da noi stessi segnalate ma nessuno fino ad ora ha preso provvedimenti. Un’area pedonale violata ripetutamente da auto e suv che non si lasciano intimorire da un divieto, parcheggiatori abusivi che sfruttano la zona “regolarizzata” delle strisce blu per avere una propria entrata economica illegale. E nulla è cambiato dall’inizio dell’estate.
Le risse non si possono tarpare sin da principio, ci vorrebbe un agente di polizia al fianco di ogni persona, però usare dei deterrenti potrebbe servire. Ad esempio: il giorno in cui l’ubriaco ha dato spettacolo in piazza Teatro, l’ambulanza ha avuto grandi difficoltà per passare tra la gente e soprattutto si è dovuta arrestare all’ingresso della piazza, bloccata ai veicoli. In questo caso non c’era molto da poter fare, il mezzo serviva per il trasporto e non si poteva ovviare in altro modo ma per le forze dell’ordine invece le cose potrebbero essere diverse: passare sul porto con l’auto significa perdere molto tempo, qualche agente di polizia municipale o del commissariato in bicicletta o su qualche altro mezzo agile tra la folla, potrebbe rappresentare un’idea fattibile. Almeno per le ore serali.
Ridursi ad aspettare denunce prima di vivere in borghese le zone più vissute della città (come nel caso dell’arresto del pusher che spacciava a due passi dalla sede della Guardia di finanza) è paradossale. Sarebbe anche l’ora di iniziare a costruire una visione di futuro per questa città che non può bruciarsi in un cocktail con l’ombrellino, 4 gruppi musicali contemporaneamente nelle orecchie e l’odore di benzina che sfreccia sotto il naso. Prima che venga colpito da un pugno.
Donato De Ceglie