Maurizio Ragno, 56enne tranese residente a Bologna da trent’anni, era latitante in Spagna ed è stato rintracciato dalla polizia ad Almeria.
Secondo gli inquirenti, era legato al boss della 'ndrangheta Nicola Acri, già arrestato nel capoluogo emiliano pochi mesi fa. Per questo la polizia spagnola ha eseguito un mandato di arresto internazionale, richiesto dalla Procura di Bologna, per un cumulo di pena residuo di nove anni e sei mesi di reclusione. Prima della condanna del 2009, il latitante aveva già guadagnato un ordine di carcerazione, nel 2005, di oltre 35 anni di reclusione, per rapina in concorso, detenzione illegale di armi e munizioni, importazione illecita di sostanze stupefacenti in concorso, falsità materiale commessa dal privato in certificati.
Narcotraffico internazionale e rapina a mano armata i reati contestati nella fattispecie a Ragno, che viveva in Spagna da due anni e si era rifatto una vita. Da Bologna era evaso dagli arresti domiciliari nel 2009 e, ad Almeria, viveva con moglie e figli.
È stato arrestato lo scorso 18 luglio, ma se ne è avuta notizia solo oggi. Le indagini, peraltro, sono tuttora in corso per ricostruire l'intera rete relazionale intessuta in ambito nazionale ed internazionale dal boss della 'ndrangheta Acri e dai suoi accoliti radicati sotto le Due Torri. L'operazione, infatti, è stata guidata dai Ros dei carabinieri, che ora faranno luce sui legami fra Ragno ed Acri, nonché su chi abbia coperto per due anni la latitanza del tranese in Spagna, che ora si trova a disposizione del «Juzgado central de instrucciòn de la audiencia nacional de Madrid», in attesa di estradizione.
