Hanno esposto bandiere e striscioni e si sono incatenati all’ingresso della struttura annunciando l’inizio dello sciopero della fame. Erano in tutto una ventina i dipendenti della casa di riposo “Villa Dragonetti” che questa mattina hanno inscenato il sit-in di protesta indetto dal sindacato Usppi, cui fanno riferimento. Chiedevano la corresponsione gli emolumenti di luglio ed agosto, tuttora non corrisposti, e, inoltre l’allontanamento dei lavoratori parcellisti, la cui presenza provocherebbe disagi al personale regolarmente in organico. Nell’assenza di risposte, l’Uspp invocava le dimissioni dei vertici della congregazione che gestisce la struttura.
Alle 16, dopo reiterate richieste, è avvenuto l’incontro fra le parti. Al tavolo la madre superiora, Serafina Avilliano, il direttore generale, Michele Galentino, ed una delegazione dei lavoratori in protesta.
Dopo un’ampia ed accesa discussione si è addivenuti ad un accordo ponte, nell’attesa di definirne un altro anche con le altre sigle sindacali. La congregazione si è impegnata a riconoscere entro il prossimo 10 settembre gli emolumenti di agosto. Per quelli di luglio, invece, ha proposto una rateizzazione che sarà oggetto di un nuovo incontro, con tutte le sigle sindacali, previsto nelle prossime ore.
Quanto ai parcellisti, la congregazione ha riaffermato la volontà di non allontanarne alcuno, ma, quando serviranno prestazioni di lavoro straordinarie, dovrà dare priorità ai dipendenti effettivi della casa e, solo in caso di mancata disponibilità degli interessati, rivolgersi a figure esterne.
«Siamo soddisfatti di questo primo passaggio – afferma il segretario regionale dell’Uspp, Nicola Brescia -. Tuttavia, molto ancora c’è da fare sulla strada di una corretta relazione sindacale fra le parti. Intanto, è veramente irrituale la proposta di una rateizzazione degli stipendi di luglio. E, soprattutto, appare contradditorio da una lato affermare che non vi sono soldi, dall’altro continuare a chiamare lavoratori parcellisti: oggi, infatti, ne erano in servizio altri due».
