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VIDEO. Truffa alle assicurazioni, dodici arresti della Gdf. Intanto il Riesame ha riabilitato il medico di Trani coinvolto nella prima inchiesta

Per una maxitruffa alle assicurazioni 12 persone sono state poste agli arresti domiciliari nell’ambito di una indagine condotta dal pm della procura di Trani Michele Ruggiero. Tra gli arrestati figurano anche tre avvocati del Foro di Trani, due di Barletta e uno di Andria, ed un tranese residente a Barletta, Gianluigi Rizzi.

Gli arresti sono stati compiuti dalla Guardia di finanza di Barletta in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare (in tutto 12, su un totale di 21 indagati). L'operazione è il proseguimento di un’altra che fu compiuta a fine luglio sempre dalla Guardia di finanza e che portò alla scoperta di un sistema di organizzazione di falsi incidenti stradali e all’arresto di altre 11 ad Andria e di un medico ortopedico a Trani.

Il servizio trae origine da numerose denunce-querele presentate dalle Compagnie di Assicurazioni: Reale Mutua Allianz, Genertel, Groupama, U.G.F. e da privati cittadini in relazione ad una serie di incidenti stradali che, sia per le modalità di accadimento, sia per i soggetti coinvolti, presentavano forti incongruenze e anomalie quanto a veridicità, con conseguenti ipotesi di truffa ai danni delle compagnie medesime.

Dalla particolareggiata disamina degli atti riguardanti i fascicoli nei quali venivano ricostruiti i singoli sinistri stradali fatti oggetto di denunzia emerge anzitutto che i soggetti coinvolti nei sinistri sono sempre i medesimi (ora come “conducenti” e/o “proprietari” dei mezzi coinvolti, ora come “danneggiati” o “risarciti”, ora come “testimoni” dell’evento o come meri “passeggeri” riportanti lesioni) che con sistematicità si sono trovati a pianificare a tavolino la creazione di “sinistri stradali” (in realtà inesistenti oppure avvenuti con modalità diverse)  in danno delle Compagnie assicuratrici.

Altra singolarità è che in occasione degli “eventi sinistrosi”, alcuni anche con lesioni (danno biologico) o danni materiali di una certa rilevanza, giammai viene richiesto l’intervento del “pubblico soccorso” (118), o di altra Forza pubblica (per i rilievi di rito) o dell’ambulanza.

Altro dato significativo e rilevante è la circostanza che talvolta detti sinistri sospetti di falsità venivano gestiti e curati (in via stragiudiziale) sinanche all’insaputa degli stessi proprietari dei mezzi coinvolti che avevano danni preesistenti e non causati dai sinistri ben architettati con l’ausilio degli stessi avvocati.

Le puntuali e meticolose indagini svolte  dal Gruppo Guardia di Finanza di Barletta, hanno consentito l’emersione di un fenomeno criminoso – quello delle truffe in danno delle compagnie assicurative – in costante crescita in tutto il nord barese, tanto da accertare altresì che in numerose occasioni, la “denuncia” del sinistro (alla compagnia assicurativa) interviene dopo settimane dall’evento, anche all’insaputa di alcuni proprietari dei mezzi coinvolti assolutamente ignari ai fatti sinistrosi e quindi in tempi e modi assolutamente anomali se rapportati a quanto ordinariamente accade. Inoltre si è accertato che sono state utilizzate come pezze giustificative, dichiarazioni false e compiacenti di proprietari e conducenti di veicoli a motore, disponibili anche a rinvenire – alla bisogna – “testi” falsi disposti sempre a mentire anche nel caso si intraprenda un giudizio. Il tutto sotto la regia attenta dei  propri “legali di fiducia” (veri e propri “ideatori” di alcuni sinistri).

La complessa attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani ha portato complessivamente all’esecuzione di nr. 12 ordinanze di misura cautelare personale degli arresti domiciliari, firmate dal G.i.p. del Tribunale di Trani, dott. Roberto Oliveri del Castillo, e richieste dalla stessa procura tranese, nei confronti dei soggetti a vario titolo coinvolti che dovranno rispondere di numerosi reati loro ascritti, tra i quali:

- falsità ideologica per induzione in errore del pubblico ufficiale determinato dall’altrui inganno mediante emissione di certificati medici;

- fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona;

- truffa ai danni di nr. 5 compagnie assicurative.  

In totale si sono concretizzate truffe in danno di 5 compagnie assicurative, le quali hanno determinato richieste di risarcimento (indebite e/o non dovute) per un importo complessivo di oltre euro 50.000,00 (tra danni biologici e materiali), già corrisposte dalle compagnie assicurative. 

Questi gli arrestati, tutti ai domiciliari (in grassetto, i tre legali):

  Decorato Maria, di Barletta, di anni 31;

  Di Leo Alessandro, di Barletta, di anni 34;

  Tupputi Michele, di Barletta, di anni 35;

  Tota Francesco, di Andria, di anni 40;

  Doronzo Giuseppe, di Barletta, di anni 38;

  Doronzo Davide, di Barletta, di anni 35;

  Rizzi Patrizio Nicola, di Barletta, di anni 51;

  Rizzi Nicola Ruggiero, di Barletta, di anni 30;

  Rizzi Gianluigi, di Barletta (nato a Trani), di anni 24;

  Fasanella Matteo, di Andria, di anni 38;

  Di Gennaro Carlo, di Andria, di anni 25;

  Rizzi Salvatore, di Andria, di anni 36.

“Siamo rimasti sconcertati dalla presenza di professionisti all’interno di questo meccanismo di truffa alle assicurazioni con la compiacenza di sanitari – ha detto il procuratore Capristo -. Le indagini sono state complesse, molto articolate e si sono fondate soprattutto su riscontri di tipo documentale su infinite pratiche di incidenti stradali e carteggi di giudici di pace. La metodica è sempre quella, rimangono la gravità dei fatti e l’amarezza per l’avere verificato l’estensione e la consistenza di questo giro di truffe alle assicurazioni, un fenomeno che determina l’aumento dei prezzi anche e soprattutto a discapito di utenti virtuosi. Noi abbiamo per il momento individuato il crimine ad Andria e Barletta, ma non escluderemmo che si sia verificato anche altrove e ci auguriamo che il nostro intervento sia di monito e quindi funga da deterrente”.

Gli indagati sono 21, mentre 12 sono le misure cautelari, tutte eseguite. Fra gi indagati, 12 sono barlettani, 8 andriesi ed un tranese residente a Barletta, il già citato Rizzi. I casi in esame in questa seconda tranche dell'inchiesta sono 5. Complessivamente si sono adottate, fra luglio ed oggi, 24 misure cautelari, due delle quali annullate (il medico di Trani Massimo Pasqua di Bisceglie) o parzialmente annullate dal Riesame (l'avvocato e consigliere comunale di Andria Giuseppe Di Renzo) con riferimento alla prima tranche dell'inchiesta.

Ma fra gli indagati vi sono altri professionisti, segnatamente medici, ed in ogni caso l’indagine resta in corso e viene definita un “carotaggio” che tende a spaventare gli utenti che solitamente si fidano di soggetti che poi lucrano.

In allegato, ed in home page, il video con le principali dichiarazioni rese nel corso della conferenza stampa in cui si è illustrata l'operazione.


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