Ennesima mossa di carattere elettoralistico? Oppure vi è davvero la volontà di andare al muro contro muro, non lesinando le vie legali se ve ne fosse bisogno?
Sarà il tempo, ancora una volta, a darci le risposte, che finora sono quasi totalmente mancato. Il tempo che passa scandisce sempre più un clima di grande incertezza nel quale sembra profilarsi, in maniera sempre più chiara, il progressivo sfilacciamento della rete ospedaliera locale.
Ed in discussione, questa volta, non vi è solo l’ospedale di Trani, ma tutta una serie di presidi “minori”, che nel nome dell’economia di scala e del risparmio dei costi, enormi, delle spese sanitarie regionali, potrebbero essere sacrificati e quindi soppressi.
Più specificatamente, nel caso di Trani e Bisceglie, non soltanto sta tramontando il progetto dell’ospedale unico, ma appare più che fondato, ormai, il timore che saltino anche i rispettivi ospedali o che, nel migliore dei casi, vengano ridotti all’osso. A questo punto, quindi, si punta almeno a difendere l’esistente nel nome della salvaguardia del diritto alla salute di una comunità locale ampia nella quantità e qualità, a dispetto delle cifre relative agli indici di utilizzo, la cui tabella riassuntiva regionale pubblichiamo nello spazio sotto.
Se n’era parlato nel corso del convegno organizzato dall’associazione “Etica e politica”, tenutosi lo scorso mese di giugno, poi ad agosto vi è stata un’assemblea in ospedale con successiva fiaccolata, ed alfine si è giunti ad una conferenza dei capigruppo sulle nuove emergenze relative all’ospedale di Trani, a rischio tagli di personale e conseguente accorpamenti e/o chiusure di reparti.
Ed i nostri consiglieri, in maniera unanime, hanno richiesto con urgenza a tutte le autorità regionali e sanitarie un incontro ufficiale, invitandole nel frattempo a non prendere alcuna decisione fino a quando lo scenario non si sarà effettivamente chiarito.
Per il momento non è previsto un consiglio comunale, ma non si esclude che si giunga anche a celebrarlo, sia perché vi è agli atti una richiesta formale di alcuni consiglieri, sia perché un deliberato dell’assemblea elettiva rafforzerebbe il valore del documento redatto.
La nota dei capigruppo, richiamando notizie amministrative e di stampa, esprime viva preoccupazione perché «sembra che l’ospedale unico di Bisceglie–Trani di livello intermedio, richiesto dalle due comunità cittadine, sia stato recentemente negato in lettere ufficiali dell’assessorato, nonostante l’esistenza di un percorso amministrativo regionale e della Asl Bt già concluso. Inoltre – vi si legge ancora - più di recente un insistente rincorrersi di voci prospettano l’ipotesi del taglio di ulteriori quaranta o più posti letto nella Asl Bt, molti dei quali interesserebbero l’ospedale di Trani–Bisceglie. Tali tagli andrebbero ad assottigliare ulteriormente i posti letto totali della Asl Bt, che attualmente ha un indice di posti letto per ogni mille abitanti di 1.95, il più basso della regione insieme alla provincia di Taranto, ma con una differenza: che la Asl Bt ha chiuso il bilancio in pareggio, al contrario delle altre che hanno sforato per decine e decine di milioni di euro».
Poste queste premesse, la conferenza dei capigruppo di Trani articola le sue richieste su cinque punti: «Che i prossimi tagli di posti letto non riguardino una provincia che ha già il più basso indice di in sede regionale, ma, se necessari, devono interessare altre aree, al fine di ottenere una più equa ripartizione di posti letto su tutto il territorio della Regione Puglia. Pertanto, eventuali tagli di posti letto a carico dell’ospedale di Trani saranno avversati con tutti i mezzi legali». Ed ancora, «che il presidio unico, attualmente organizzato su due plessi, di livello intermedio, venga riconosciuto con nota ufficiale dell’assessore alla salute, e che solo a fronte di tale riconoscimento la direzione generale della Asl Bt proceda ai necessari accorpamenti al fine di creare le premesse per un miglioramento della qualità dell’assistenza fornita ai cittadini e, contestualmente risparmiare risorse secondo un piano equilibrato fra le due strutture e previo confronto con le autorità cittadine».
Nota finale sull’ospedale unico. Dalle direttive regionali pare chiaro che Trani e Bisceglie insieme non ce la facciano perché il minimo il numero minimo di abitanti previsto per ogni nuovo ospedale è di 200mila. Per questo motivo, come già era stato ipotizzato nel corso del convegno a San Luigi, la conferenza dei capigruppo chiede «che la costruzione del secondo ospedale della Asl Bt sia localizzata tra le città di Andria, Bisceglie e Trani».