Il giorno atteso da due anni è arrivato ed è anche passato, il 21 settembre. In questa data una coppia tranese (lei ha origini andriesi) con due figlie a carico ha dovuto lasciare i locali nei quali viveva da 4 anni, due "sottani" non utilizzabili ad uso abitativo (e le condizioni nelle quali vivevano erano impietose, soprattutto per le più piccole del nucleo familiare). L'avviso da parte del proprietario dei locali è giunto ben due anni prima, per dare modo alla coppia di trovare un'altra sistemazione.
Ora facciamo qualche passo indietro: l'unica soluzione che il Comune forniva alla coppia era quella di trovare alloggio (solo per mamma e bimbe) in un centro d'accoglienza fuori dalla città. Questa soluzione sarebbe dovuta servire per spingere la coppia a ricercare un'ulteriore soluzione onde evitare la divisione tra madre, padre e bimbe. Questa soluzione però non è arrivata mentre lo sfratto esecutivo è stato puntuale.
Oggi però la coppia è leggermente più tranquilla perchè entrambi i genitori con bimbe al seguito sono stati accolti in un centro. I loro mobili li ha in custodia un presbitero locale in una struttura, fino a che la coppia non troverà un nuovo tetto. Il rischio però è che la coppia si culli di questa situazione e smetta di cercare nuove vie d'uscita dalla loro stagnante disperazione quotidiana. Gli assistenti sociali avrebbero trovato un loro parente che fungerebbe da garante per eventuali proprietari d'appartamento nel caso riuscissero a trovarne uno in affitto (i due sono entrambi privi di busta paga).
Nelle ultime "visite comunali", la coppia ha minacciato di insediarsi in pianta stabile all'interno di palazzo Vischi, come già una famiglia fa da settimane ormai. A proposito di quest'ultima famiglia abbiamo saputo che il Comune ha avviato le procedure di sfratto ma per il momento la famiglia ha fatto sapere che di là non si smuoverà. E rifiutano anche la possibilità di trasferirsi in un centro d'accoglienza.
Il rischio per la prima coppia è stato già affrontato ed è dipeso dalla loro volontà, i rischi della famiglia a palazzo Vischi invece sono altri: da un alto dobbiamo sperare che il freddo tardi ad arrivare onde evitare drammatiche (per il nostro patrimonio culturale) soluzioni per riscaldarsi (bruciando libri o quanto altro vi sia all'interno) e dall'altro invece è dipeso dalle condizioni igieniche, sperando non si verifichino problemi per i bambini che vi abitano giorno e notte. E purtroppo sono tante altre le famiglie tranesi che vivono le stesse situazioni ma non hanno voce per farcelo capire, restano solo numeretti negativi per le statistiche positive del benessere cittadino.
d.d.
