Non conosciamo l'identità di colui che ha posto il cartello all'ingresso di Trani, in aggiunta a "CITTA' DELLA PIETRA", ponendo quello complementare con su scritto "DELLE CAVE E DELLE DISCARICHE". Chiunque sia stato a compiere il provocatorio gesto, riceve il nostro energico plauso morale.
Trani ha un passato glorioso nel campo dell'estrazione dei materiali lapidei che, purtroppo, continua a riservarci per molti aspetti il primato della devastazione ambientale.
I gloriosi anni della 'Pietra di Trani' ci hanno lasciato in eredità quattro chilometri di costa devastati ed ormai non più praticabili, unitamente a decine di cave abbandonate e non riqualificate che continuano ad attrarre aziende specializzate nello smaltimento di rifiuti.
Come la bucolica immagine poetica delle api attratte dal polline dei fiori, ma sarebbe più calzante l'immagine delle mosche attratte dalle deiezioni organiche, numerose aziende propongono di aprire discariche per rifiuti nel territorio di Trani.
Ultimo è il caso della EKOBAT, con sede societaria a Calenzano in provincia di Firenze, che ha avviato presso la Provincia BAT, il procedimento per la richiesta del parere sulla Valutazione d'Impatto Ambientale per l'apertura di una discarica di rifiuti speciali in Contrada 'Casa Rossa'. Il progetto riguarda lo smaltimento in una cava dismessa di calcare e consiste nella realizzazione di un impianto della potenzialità di 3.735.000 metri cubi. Giusto per avere un'idea visiva della discarica proposta, proponiamo l'immagine di una fossa di cava con una impronta di 300 m di lato ed una profondità di 40 m.
Una tale concentrazione di rifiuti ricadrebbe a pochi metri di distanza da altre cave destinate a discariche nell'ambito della limitrofa contrada 'Puro'.
Per chi ha una forte resistenza ai conati di vomito consigliamo di perlustrare dall'alto questo territorio flagellato dall'incuria e dall'insensibilità umana. Anche un volo virtuale con Google Earth, sarebbe più che sufficiente a convincere i più reticenti circa l'insensatezza e l'indomabile carattere autolesionisitico che connota l'animo umano.
Il territorio si caratterizza per un ricamo devastante di fosse di cava, discariche, impianti di betonaggio, ecc. Si scoprirebbe così che la tristemente nota discarica ECOERRE, e l'impianto di bacino dell'ATO gestito dall'AMIU, ricadono a pochi passi dal sito prescelto per incrementare il volume d'affari della EKOBAT.
Il procedimento ormai avviato ci impone il doveroso impegno nelle azioni di contrasto che attueremo presentando le dovute ed opportune osservazioni tecniche.
D'altro canto, ci inquieta sapere che la commissione tecnica chiamata ad esprimersi, e più in generale l'Assessorato all'Ambiente della Provincia BAT, difficilmente rilascia pareri negativi agli impianti proposti. Sarà forse proprio per questo che prima o poi ci troveremo a dover contrastare anche il progetto di impianti nucleari nella Provincia BAT? Ci auguriamo di no, ma i presupposti ci sono tutti, visto anche il pare positivo rilasciato dalla provincia BAT per incrementare la combustione di rifiuti nella cementeria di Barletta.
Trani, è la città di conquista per lo smaltimento dei rifiuti; Trani, è la città del tutto consentito e del tutto possibile, Trani, è la città dei silenzi; Trani, è la città dell'abbattimento dei beni storici; Trani, è la città della mancata indignazione; Trani, è la città in cui neanche i Candidati Sindaco - chiunque essi siano -, si esprimono su qualsivoglia problematica della città.
Quest'ultima rilevazione, forse, è quella che ci lascia più avviliti e sconcertati. Sapere che chi vorrebbe governare la città nei futuri cinque anni, non ha neanche la più lontana idea di città ecocompatibile, ci infonde un senso di costernazione che ci avvilisce forse ancor più dell'iniziativa della EKOBAT.
Circolo di Trani di Legambiente - Presidente Pierluigi Colangelo