Aveva pensato di indire una conferenza stampa per replicare alla contestazione di domenica scorsa e rivolgere un appello a tifoseria e città affinché abbiano pazienza. «Perché i risultati verranno, ma prima c’è bisogno di tanto lavoro e quindi di tempo».
A parlare è un Franco Dellisanti che oggi, al termine dell’allenamento, mostrava grinta da vendere «perché io sono il primo a non essere contento di come vanno le cose, ma ho le spalle larghe e la certezza che la fatica di ogni giorno ci porterà lontano».
La conferenza stampa non vi è più stata, così che il cronista ha dovuto necessariamente chiedergli nell’intervista, rilasciata a Radio Bombo, se fossero vere le voci che avevano riferito di sue possibili dimissioni legate all’amarezza per la contestazione di domenica: «Ma stiamo scherzando? Ma non esiste. Sono solo voci tendenziose».
Però la contestazione l’ha amareggiata?
Certo che mi ha amareggiato, ma da qui a parlare di dimissioni ce ne passa.
Si è chiarito con i tifosi?
Certo, perché dal confronto ci si chiarisce e si cresce. Ecco perché è assurdo parlare di dimissioni. E poi, cercando di essere oggettivi, la partita più brutta l’abbiamo fatta a Napoli dove abbiamo pareggiato. Ma con Brindisi e Francavilla abbiamo giocato meglio degli avversari, purtroppo non facendo gol. Se avessimo fatto almeno tre pareggi, oggi saremmo tutti più sereni».
D’Allocco partirà titolare?
Sì, perché è un giocatore importante che dà geometrie alla squadra. Ha un’autonomia limitata, ma è fondamentale.
Lui e Campo possono coesistere?
Sì, sviluppando un centrocampo non più in linea.
A rombo?
Vedremo, abbiamo più di una soluzione.
Di Pierro di nuovo titolare come a Napoli?
Non ho ancora deciso. Vedremo anche in relazione al portiere.
L’Angelo Cristofaro che avversario è?
Corre tanto e ci aggredirà subito. Dobbiamo essere corti e stretti per non dare loro spazio. Hanno però una difesa lenta che, se adeguatamente affrontata, può andare in difficoltà. E noi dovremo essere bravi a cambiare il nostro atteggiamento tattico anche in base allo sviluppo della partita.
Il mercato del Trani è chiuso?
No, perché anche il presidente è un incontentabile come me.
Cosa manca?
In teoria saremmo a posto, ma qualcosa manca. Può darsi che qualche situazione si sblocchi e che alla prossima in casa i tifosi vedano qualche faccia nuova.
Sugli esterni?
Vedremo.
