A distanza di cinque anni dall’avvio delle indagini e quattro dall’operazione in cui la Guardia di finanza, supportata dalla Polizia locale, acquisì tutta la documentazione probatoria, è arrivata la data della prima udienza del processo per 27 dei 28 dipendenti comunali per i quali era stata formulata la richiesta di rinvio a giudizio in quanto accusati a vario titolo di assenteismo, segnatamente «truffa aggravata e continuata in concorso in danno dell’ente Comune di Trani».
Oltre due anni fa era stato notificato a 38 dipendenti l’avviso di conclusione delle indagini. Il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Antonio Savasta, aveva poi richiesto il processo per 28. Adesso il Gup del tribunale, Angela Schiralli, ha accolto le richieste del sostituto per 27 indagati. È stato invece prosciolto Michele Miolli.
L’indagine accertò che un certo numero di dipendenti comunali si allontanasse abitualmente dalla sede del proprio servizio per soddisfare esigenze di carattere personale. Uno, in particolare, coadiuvava un proprio parente presso la sua attività lavorativa. Il tutto consentito, anche, con la collaborazione di colleghi compiacenti, che provvedevano alla timbratura del cartellino marcatempo in luogo del diretto interessato.
A seguito delle situazioni evidenziate, pertanto, i finanzieri richiedevano all'Autorità giudiziaria l'autorizzazione all'esecuzione di riprese video presso i locali e nelle adiacenze del Palazzo di città di Trani, riuscendo a collocare l’impianto, in gran segreto, durante i giorni festivi.
La seconda fase dell'indagine, condotta con l'ausilio di apparecchiature tecniche, anche al fine di individuare l'identità dei soggetti che favorivano comportamenti truffaldini nei confronti dell'Amministrazione comunale, consentiva l'identificazione di 20 dipendenti assenteisti ed altri 18 soggetti i quali provvedevano alla timbratura dei cartellini per consentire loro di far risultare, in modo mendace, la presenza su! luogo di lavoro.
