Le polemiche dalle quali, nostro malgrado, siamo stato travolti ci costringono a puntualizzare alcune cose. Volentieri ne avremmo fatto a meno, ma è evidente che da parte lesa rischiamo di passare per colpevoli.
Innanzitutto va sottolineato con estrema chiarezza che Oasi2 non è interessata a partecipare a tutte le procedure per l’assegnazione della gestione dei servizi di cui in questi giorni. L’accusa di essere affamati di fondi pubblici è tanto infondata quanto gratuita. E’ noto invece, e ne sono note anche le pluriennali ragioni, che l’unico servizio al quale Oasi2 è interessata è lo sportello per immigrati e relativamente a quello, e solo a quello, abbiamo inoltrato all’Ufficio di Piano una nostra formale comunicazione che ci siamo guardati bene dal divulgare a mezzo stampa non essendo interessati all’aspetto mediatico della vicenda (del resto abbiamo rilasciato dichiarazioni solo quando ci sono state chieste e sempre senza attaccare nessuno).
Sull’affidamento diretto dei servizi per le dipendenze patologiche va ugualmente fatta chiarezza perché sono state omesse alcune informazioni fondamentali:
Non si è detto che il programma per le dipendenze patologiche al quale si fa riferimento è cofinanziato da Oasi2 per circa 379.000 euro mentre il reale finanziamento pubblico (e non semplicemente comunale, come vedremo) è di circa 273.000 euro e non 340.000 come si è scritto (quell’importo infatti contiene l’IVA e il budget per le borse lavoro).
Non si è detto che la normativa nazionale stabilisce che i Comuni che vogliano affidare all’esterno i propri servizi nel campo delle dipendenze patologiche devono affidarli solo ed esclusivamente agli Enti Ausiliari di cui al DPR 309/90. Detto in altri termini: nell’ambito del Terzo Settore, di dipendenze patologiche possono occuparsene solo ed esclusivamente gli Enti Ausiliari e non qualunque cooperativa o associazione. Oasi2 è l’unico Ente Ausiliario dell’intera provincia BAT ed anche in molti altri comuni a noi vicini, ma appartenenti alla provincia di Bari, non vi sono altri Enti Ausiliari.
Non si è detto che le disposizioni regionali prescrivevano che il 50% di quei fondi destinati alla lotta contro le dipendenze doveva essere obbligatoriamente gestito direttamente dagli Enti Ausiliari del comune di pertinenza (solo Oasi2). Detto in altri termini: se il Comune avesse, all’epoca, deciso di non affidare all’esterno quelle attività ma di gestire con risorse proprie quelle somme, avrebbe potuto utilizzare soltanto il 50% di quei fondi, dovendo erogare all’Oasi2 il restante 50%. E’ evidente che in questo caso il Comune non avrebbe potuto contare sul cofinanziamento di Oasi2 che, lo ripetiamo è superiore all’intero finanziamento pubblico (e non comunale).
Non si è detto che la decisione di affidare quei fondi all’Oasi2, e di farlo per esplicita intenzione di dare continuità ai servizi, era già stata assunta in sede di progettazione di dettaglio del Piano di Zona.
Non si è detto che tale progettazione di dettaglio fu approvata dal Consiglio Comunale! Detto in altri termini: quella decisione sulla quale oggi si lanciano accuse infamanti di illegittimità, fu adottata in Consiglio Comunale all’interno del Piano di Zona che, lo ripetiamo, esplicitamente indicava la soluzione Oasi2.
Non si è detto che tutto il procedimento in questione fu a suo tempo avallato, come previsto dalle procedure, anche dal Servizio per le Tossicodipendenze della ASL di Trani nella persona della attuale Coordinatrice dell’Ufficio di Piano che, infatti, non ci risulta contesti la legittimità di quel provvedimento.
Non si è detto che in Italia vige il principio/diritto alla continuità assistenziale per rispettare il quale lo Stato, le AASSLL e gli Enti Locali devono garantire la continuità dei servizi. Né il quadro normativo, né le scienze sociali, né alcun codice deontologico fanno alcun riferimento al fantomatico principio della rotazione.
Ma ciò che più spiace e irrita è di dover passare per coloro che hanno sollevato un polverone perché vogliono avere tutto. Nessun comunicato è mai uscito da questo ente essendoci limitati a rispondere – peraltro cortesemente – alle domande poste da due giornalisti. Non solo. Siamo noi a volere che chiunque ne abbia interesse, e non solo i consiglieri comunali, ripercorra la storia di 25 anni di rapporti tra Oasi2 e il Comune di Trani: chi lo facesse scoprirebbe che Oasi2, al contrario di quello che si vuol far credere, non ha l’abitudine di prendere in affidamento i servizi del Comune ed, anzi, per anni, anni e anni ha portato avanti i suoi servizi senza usufruire del benché minimo finanziamento comunale. E’ questo anche il caso dello sportello per immigrati gestito gratuitamente da oltre 5 anni con centinaia di utenti.
E’ evidente che, al fine di tutelare la propria onorabilità, Oasi2 si riserva di assumere iniziative legali nei confronti di chi dovesse calunniarla.
Ciò detto, auspichiamo sinceramente che si ristabilisca quanto prima un clima di correttezza nel quale, per esempio, chi chiede soltanto di essere invitato a una procedura pubblica possa farlo senza essere linciato mediaticamente. Proprio per il raggiungimento di questo scopo abbiamo, insieme ad altre cooperative ed associazioni, convocato l’incontro di oggi aperto alla stampa e alla cittadinanza.
Felice Di lernia (Oasi 2 San Francesco)
