Fermarsi un attimo e ragionare insieme. Questa la proposta emersa, e che prenderà forma nelle prossime ore con un documento ufficiale, al termine dell’incontro che i soggetti del terzo settore hanno tenuto questa sera nella sala di comunità San Luigi.
La disponibilità del dirigente dell’Ufficio di piano zona, Anna Maria Cianti, a rivedere alcuni passaggi delle numerose delibere con cui si assegnano servizi alla persona in città con il criterio della procedura negoziata è già parso agli organizzatori dell’evento un buon punto di partenza. «Adesso occorre sederci ad un tavolo – dice il direttore di Prometeo, Salvatore Venditti – e valutare insieme la maniera migliore di assegnare questi servizi partendo dal presupposto che i servizi alla persona richiedono professionalità e continuità nelle prestazioni da parte dei soggetti erogatori, che poi sono le realtà del terzo settore».
Gli fa eco Daniele Ciliento, presidente di “Xiao Yan”: «Qui non si deve gareggiare per accaparrarsi appalti, ma trovare il modo di gestire i servizi sociali nel modo più razionale chiamando in causa, ciascuno per il ruolo e per le specializzazioni che hanno, tutti i soggetti del territorio. Ci sembra che il dibattito apertosi in questi giorni abbia squarciato finalmente un velo su un settore che finora quasi non interessava ad alcuno. Adesso bisogna solo trovare la giusta sintesi».
Nonostante gli inviti alla distensione, non sono mancati nel corso della serata momenti di tensione verbale, dentro e fuori della sala, fra due rappresentati di cooperative, una “giovane” ed una “meno giovane”, ed una serie di fermi ed allo stesso tempo civili sfoghi di rappresentanti di associazioni che lamentano di essere rimaste sempre ai margini delle dinamiche che hanno orientato le scelte della pubblica amministrazione fra i soggetti erogatori di servizi.
Non da ultimo, l’intervento di Felice Di Lernia, di Oasi 2, il cui contenuto è, di fatto, il comunicato pubblicato in altro spazio e che qui richiamiamo.
