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AUDIO-VIDEO. «Trani 2012», tre «savi» a destra per il dopo Tarantini. Capone-Laricchia-Quinto per definire coalizione e candidato

Non ci sarà un Tarantini tris, ma c’è un tris per il dopo Tarantini. «Un collegio di savi», lo ha definito il sindaco, scelti da lui per poi andare avanti loro. Da soli. Lui, il primo cittadino, promette di non interferire in alcun modo nelle dinamiche e scelte future loro. «Io li ho nominati, ma saranno autonomi e renderanno conto del loro operato non a me, ma al partito».

Per la verità bisognerebbe comprendere chi è il partito, giacché il Pdl ancora non ha un coordinatore e neanche un direttivo. E la triade, infatti, sembra proprio l’unico organismo ufficiale che in qualche modo possa fungere da riferimento in una realtà completamente disgregata in cui ogni consigliere comunale, di fatto, è un partito.

I nomi sono, in ordine alfabetico, quelli di Francesco Capone, Giuseppe Laricchia e Nicola Quinto. Il primo viene da una lunga militanza in An senza mai incarichi amministrativi in prima persona, il secondo ed il terzo sono stati assessori nel Tarantini uno, con Quinto che attualmente è nel Cda della casa di riposo Vittorio Emanuele. «La prima fase del loro lavoro – informa il sindaco - sarà la definizione della coalizione, così da stabilire i soggetti e le regole. Il Pdl non ha l’arroganza di esprimere per forza il candidato sindaco, ma può arrivare ad esprimerlo dopo un confronto con gli altri. Quali caratteristiche devono avere le altre forze politiche? Sovrapponibilità delle linee programmatiche innanzi tutto, e questo sarà il punto fondamentale. Subito dopo la verifica dei programmi – prosegue Tarantini -, ci saranno le scelte operative».

Il centrodestra è ancora oggi nell’incertezza di giungere alla definizione del candidato sindaco per bocca delle segreterie o attraverso le primarie: «In realtà ci sono indicazioni nazionali che lasciano aperto il campo all’ipotesi delle primarie – ammette Tarantini -, e questo a maggiore ragione presuppone la definizione della coalizione prima. Se, invece, si decidesse per via interna, le persone degne di ricoprire la carica di sindaco sono molte e, quindi, questi tre saggi serviranno a trovare la sintesi intorno ad un nome».

Ma è possibile che davvero Tarantini si tiri fuori dopo avere lui stesso nominato la triade? «Sì, perché non potrei dialogare con più di una persona, con una in particolare. Loro, invece, potranno parlare con tutti e trovare la soluzione migliore».

E sull’ipotesi di un allargamento della coalizione al polo di centro, come auspicato da più di un consigliere del Pdl? «I partiti del centro – risponde Tarantini -, se sono veramente di centro, è fisiologico che siano con noi. Se, poi, l’Udc preferisce il candidato del centrosinistra al nostro, che peraltro ancora non c’è, è un problema loro. Noi abbiamo dato la nostra disponibilità, auspichiamo che loro ci vengano incontro sui programmi.

Al momento la coalizione sarebbe formata da Pdl, Puglia prima di tutto, Puglia delle libertà, Alleanza di centro, Popolari liberali. Grandi assenti, per il momento, Pri e Fli. Ancora oggi non vi è traccia di liste civiche, verso le quali peraltro non vi sarebbe preclusione.

E i tempi? «Non rapidissimi – ipotizza Tarantini -. Sono cambiati gli scenari rispetto al 2007 e credo servano maggiori riflessioni prima di indicare la figura più autorevole destinata a proseguire il doppio mandato che io mi accingo a concludere».

In allegato, ed in home page, alcune dichiarazioni video rese dal primo cittadino. Qui, la nostra intervista radiofonica.


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