La salvaguardia degli equilibri di bilancio di quest’anno è stata approvata pur nella consapevolezza generale di un quadro economico non roseo. L’impressione evidente, certificata anche dai revisori dei conti, è che si spenda più di quanto s’incassi e che, in futuro, i conti del Comune potrebbero essere veramente a rischio.
Tante le riserve espresse dal collegio sindacale, alcune delle quali superate ed altre rimaste in piedi anche dopo l’approvazione, avvenuta con 21 voti favorevoli, 4 contrari e ben 16 assenti, sindaco compreso. A stento, insomma, è stato assicurato il numero legale.
Decisivo il chiarimento reso dal direttore di ragioneria, Domenico Guidotti: «La ricognizione dello steso economico complessivo dell’ente non è conclusa, ma ci sono almeno gli elementi utili per certificare l’inesistenza di un disavanzo di amministrazione». Quanto è bastato per indurre il Collegio dei revisori dei conti a rilasciare un parere favorevole aggiuntivo, pur perdurando le riserve su altri problemi non risolti.
Si è celebrato, così, uno degli ultimissimi consigli comunali del “Tarantini bis”, non fra quelli da ricordare anche alla luce del riconoscimento di un debito fuori bilancio di 870mila euro, maturato in seguito a contenziosi. La linea scelta è stata di spalmarlo in tre anni, avendo la possibilità di coprirne uno già nel bilancio preventivo in corso. Nel prosismo numero de «Il giornale di Trani», in uscita sabato, la storia del dibattito che ha condotto alla non entusiasmante approvazione.
