È l’argomento con cui abbiamo aperto il numero in edicola de “Il giornale di Trani”. Fa riferimento agli ultimi investimenti a Trani nel campo del fotovoltaico. Vi riproponiamo, di seguito, un estratto dell’articolo n questione, la cui versione integrale è sul cartaceo tuttora in edicola.
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Eravamo rimasti fermi al termovalorizzatore della Noyvallesina engineering, poi Rea, di Dalmine. Adesso, dallo stesso territorio bergamasco, ecco giungere al Comune di Trani due richieste per impianti fotovoltaici di potenza non superiore a 1 megawatt.
Le richieste sono due, come anche le società, ma sembra di capire che entrambe facciano capo allo stesso soggetto. Le istanze, infatti, sono pressoché uguali, con la differenza che la prima viene proposta dalla “Telmo”, la seconda dalla “Calypso engineering”. Ma le due società paiono collegate fra loro, con la prima a controllare la seconda, tanto è vero che la sede è la stessa: via dell’Industria 8, Bergamo.
Singolare coincidenza, il rappresentante legale della “Telmo”, Claudio Sironi, sembra lo stesso della Rea di Dalmine di allora. Più volte Sironi era stato a Trani, più volte esponenti di Trani erano andati da lui. Poi la storia del termovalorizzatore sarebbe andata nella maniera che sappiamo, e che ripiegheremo a parte.
Oggi ritroviamo Claudio Sironi a Trani sotto altra veste. Rappresenta, come dicevamo, la “Telmo Spa”, società dal fatturato di 5,5 milioni di euro nel triennio 2007-2009. In quel periodo, amministratore delegato sia della Telmo, dia della Calypso, era Ferruccio Piazzoni. In un suo curriculum rintracciabile sul web, è lui stesso ad informare che «il gruppo Telmo è nato nel 2007 al fine specifico di sviluppare iniziative nel settore delle energie rinnovabili. Tra i fondatori, Claudio Sironi, protagonista da tre decenni nei settori dell’ingegneria e dell’energia, nel corso dei quali ha realizzato impianti complessi per l’industria chimica e di produzione di energia. La compagine societaria comprende società immobiliari, professionisti operanti nei settori dell’ingegneria, della finanza e del diritto. Sono in corso di implementazione numerose altre iniziative nei settori fotovoltaico ed eolico, oltre a quelle sopra descritte, prevalentemente localizzate in Sud Italia, per una potenza complessiva superiore ai 100 MWp. Il piano di sviluppo è stato definito secondo le seguenti linee guida: creazione di una holding di controllo, Telmo Srl (capitale sociale attuale 1.000.000 di Euro) responsabile della definizione della strategia globale e del coordinamento gestionale delle società del Gruppo; costituzione di una serie di società di scopo ad hoc, in partnership con operatori locali, titolari dei parchi fotovoltaici ed eolici e delle relative autorizzazioni; aggregazione di risorse umane e peculiari competenze nel settore delle energie rinnovabili per formare Calypso Engineering, system integrator responsabile del coordinamento delle attività di progettazione, realizzazione e procurement dei componenti critici degli impianti; la stessa fornirà i parchi fotovoltaici ed eolici alle società di scopo sulla base di contratti “chiavi in mano”. Calypso Engineering – prosegue Piazzoni - ha completato la realizzazione del primo impianto commissionato da Jackson S.r.l., della potenza di 1 MWp, perfezionando e aumentando le proprie competenze in merito alle attività di progettazione, realizzazione e procurement degli impianti che vengono forniti alle società di scopo. L’esperienza che si consolida, i nuovi progetti in portafoglio e le nuove risorse umane apportate per meglio presidiare le criticità legate agli iter autorizzativi e agli studi progettazione, fanno di Calypso Engineering una società giovane, in forte crescita e dotata di un know how altamente specialistico».
Nel 2010 Piazzoni diventa amministratore delegato della “Enerways Srl”, con sede a Trani, società descritta «con una piattaforma Cmcs (Central monitoring and control system) per il controllo intelligente di impianti fotovoltaici, eolici, industriali, grandi edifici e domestici, home & building automation».
Sironi, Piazzoni, Dalmine, Bergamo, Trani. Nomi e riferimenti che ci portano al bollettino regionale del 14 aprile 2011. Qui si legge che il 6 aprile 2011 la temo «ha depositato presso la Provincia di Barletta-Andria-Trani la “Richiesta di verifica di assoggettabilità alla procedura di valutazione di impatto ambientale corredata dal “progetto preliminare” dell’opera, dai relativi elaborati e dallo “studio preliminare ambientale”, in merito al progetto avente come oggetto: “Domanda per la verifica di assoggettabilità a Via per 6 progetti di installazione di impianti fotovoltaici su serre di potenza non superiore a 1 MW ognuno”, localizzati nel territorio comunale di Trani in località San Tommaso».
Dunque, la Telmo sta pensando ad una struttura complessiva di 6 megawatt, spalmata su altrettanti impianti da uno. All’albo pretorio ci sono, per il momento, le richieste afferenti due dei sei impianti. Forse le precedenti sono apparse prima che l’albo diventasse pubblico anche “on line” (e quindi saremmo in presenza della settima e dell’ottava, ergo di un ulteriore incremento dell’impianto). Ma è anche possibile che quelle di cui ci stiamo occupando siano le prime e che, quindi, prossimamente ne giungano altre quattro.
Nella stessa pubblicazione di istanze, apparsa all’albo pretorio, troviamo anche altre due richieste perfettamente sovrapponibili: la prima è presentata dalla “Nanogen Srl”, con sede in via Ognissanti 71 a Trani; la seconda dalla “Blueenergy Srl”, ubicata in via Leonardo da Vinci 1, a Minervino Murge. Diversi gli amministratori unici, rispettivamente Vincenzo di Gennaro e Michele Campanile, differenti le potenze degli impianti, rispettivamente di 1500 e 1000 kilowatt, comune il progettista, l’ingegner Francesco Mastropasqua, anche lui operante a Minervino. I due impianti sono proposti in una maglia di territorio prossima al Comune di Bisceglie.
Dalle circostanze fin qui riferite si possono trarre alcune considerazioni. La prima, la più evidente, è che Trani sta diventando terra di crescenti, se non inarrestabili insediamenti fotovoltaici. La produzione di energia elettrica da fonti alternative qui sta prendendo piede soprattutto in questa forma, e la città lo ha toccato con mano indirettamente attraverso la piantumazione dei duecento ulivi lungo via Falcone e Borsellino: come si ricorderà, quegli alberi furono espiantati da un grande terreno per installarvi pannelli fotovoltaici.
Analoghe operazioni si stanno compiendo in altre particelle comunali, per lo meno senza il ricorso a queste complesse operazioni che riguardano il patrimonio arboreo. In molti luoghi i paesaggi stanno cambiando e non è un caso che dal palazzo di città, ultimamente, si sia diffusa una nota stampa, dai toni aulici, che descrive il paesaggio, appunto, che un viaggiatore incontra giungendo a Trani dall’autostrada. Passerà dai pannelli fotovoltaici sulla sua destra alle fontane che zampillano di fronte a lui, quando sarà giunto alla fine di quel lungo tragitto dal casello fino in via Istria.
Impianti di ampie dimensioni ormai stanno sorgendo un po’ ovunque, come queste stesse ultime richieste paiono testimoniare: quelle bergamasche sono previste fra Trani ed Andria, lungo la direttrice dell’Andria-Bisceglie; le altre due, come detto, sono prossime al ponte Lama. Per la cronaca, il gran terreno da cui sono stati espiantati gli alberi è a sua volta nei pressi di Carrara delle Monache, la vecchia via Bisceglie.
Ma poi ci sono anche, e soprattutto, gli impianti piccoli, quelli domestici. Facendo una rapida ricerca su internet, sono spuntate decine di foto raffiguranti impianti domestici già installati a Trani. Le aziende, ormai, pensano a tutto e lasciano i clienti, a quanto pare, al riparo da brutte sorprese: dallo studio di fattibilità all’installazione, passando per la gestione delle pratiche burocratico amministrative. E giurano che l’utenza ne è felice, perché hanno sin dal primo momento chiari il conto economico dell'impianto, il ritorno dell’investimento e le mancate emissione di co2 nell’atmosfera.
Ma saranno davvero i pannelli solari la nuova frontiera dell’economia tranese? Quanto questi impianti possano realmente fare girare l’economia cittadina è ancora difficile ipotizzarlo, perché al momento le ricadute positive paiono ristrette ai soggetti interessati alle singole installazioni.
Ma le prospettive, a Trani, paiono interessanti nella misura in cui anche la nostra Amet sta investendo nel solare, come ripetutamente dichiarato dal presidente del Cda, Ninni De Toma. De Toma, per la cronaca, ricopriva la carica di assessore all’urbanistica ai tempi del termovalorizzatore, di cui era uno dei più fervidi sostenitori. Oggi, singolare coincidenza, ritroviamo sia lui (da presidente Amet), sia Sironi (da privato con altro soggetto imprenditoriale) impegnati attivamente nel fotovoltaico. E De Toma, prima di Amet, era anch’egli impegnato privatamente nel fotovoltaico con una società, la Ghibli, insieme con l’ex presidente di Amet (sempre all’epoca del progetto Dalmine), Alfonso Mangione.
Parliamo, però, del fotovoltaico targato Amet, dunque. Da installare dove? «Sugli immobili comunali, sulla vecchia discarica ed accanto alla nuova – ha anticipato dal primo momento De Toma -. In questo modo, la corrente di cui disporranno sarà autoprodotta, con evidenti risparmi dei costi per gli enti e quindi per la collettività». I pannelli solari dovrebbero anche apparire sulla tribuna dello stadio comunale, per favorire l’alimentazione dell’impianto d’illuminazione del campo, ancora da realizzarsi.
E se al fotovoltaico ci pensa l’azienda cittadina pubblica per eccellenza, che da oltre cent’anni distribuisce la corrente elettrica a Trani, allora pare evidente che nel solare, a Trani, si vuole credere e, di conseguenza, possono anche svilupparsi un diretto ed un indotto che rappresenterebbero una nuova frontiera dell’economia locale.
