L’architetto Francesca Onesti potrebbe essere il candidato sindaco del centrodestra. L’ipotesi, che sta prendendo corpo in queste ore, avrebbe una sua consistenza nella misura in cui è pienamente avallata dal sindaco, Pinuccio Tarantini e, ovviamente, si fonda su una sostanziale disponibilità dell’interessata.
Il comitato politico addetto alle consultazioni dei partiti (Capone. Laricchia, Quinto) sta a sua volta sondando il campo su tale progetto, che rappresenterebbe una soluzione di continuità rispetto all’amministrazione Tarantini nel suo complesso, perché non terrebbe conto di alcuno né dei due candidati sindaco più gettonati (Di Marzio e Riserbato), né delle altre disponibilità rese in seno al Pdl da Corrado, Di Modugno e Sotero.
Adesso, dunque, il punto nodale sta nel tipo di candidatura che il centrodestra vorrà darsi: espressione della politica o della società civile? Nel primo caso resterebbe pienamente in corsa la rosa dei nomi succitati, ma nel secondo la cinquantenne professionista tranese sbaraglierebbe il campo, forte anche del fattore emotivo, per nulla trascurabile, legato al fatto che sua madre, Antonia Talamo, è stata il primo e finora unico sindaco donna di Trani.
A differenza di lei, però, Francesca Onesti non ha mai militato nei partiti e per lei, invece, parla un’attività professionale di rilievo, culminata recentemente, fra le altre cose, nel pregevole progetto di restauro della chiesa di Santa Chiara.
Al momento, inoltre, Francesca Onesti sta lavorando sulla sezione dei Programmi di rigenerazione urbana legata al centro storico e, nell’ambito di questa macro pianificazione, ha anche da tempo presentato un’ipotesi progettuale per la riconversione della palazzina di Amet Spa in centro congressi e teatro.
