Domenica 13 novembre. Mentre in via San Giorgio si celebra un mercatino delle tradizioni in chiave quasi intermente natalizia, nella confinante piazza della Repubblica il tempo s’è fermato all’Estate tranese.
A giudicare dai totem, Trani, più che «t’incanta», «s’incanta». E la chiusura dell’Infopoint presso il chiosco ottocentesco, ultimo baluardo della stagione calda a cadere sotto i colpi dell’incedere del calendario, ci conferma che l’estate è proprio finita.
Altro totem con lo stesso, anacronistico messaggio, è ancora presente in piazza Libertà. In entrambi i casi, giacché il contenuto del manifesti non ha più ormai alcuna attualità, qualcuno li ha trasformati in bacheca rosa per scriversi i propri messaggi d’amore. Pertanto, come si vede, dimenticanze o distrazioni finiscono anche per favorire l’azione degli incivili imbrattatori.
Peraltro, se su quei totem ancora oggi vi sono i manifesti dell’Estate tranese, forse sarebbe anche il caso di supporre che non vi sia neanche un privato disposto ad affiggervi i propri: in altre parole, vi sarebbe l’offerta ma mancherebbe la domanda.
Ed allora, dobbiamo veramente pensare che a Trani ci sono più impianti pubblicitari che manifesti? Più cornici che quadri? Più forma che sostanza? Più che economia virtuale che reale?
