Le modalità con le quali l’amministrazione comunale intende risolvere la vicenda della richiesta di trasformazione dei contratti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato fatta da tre dirigenti del Comune di Trani, rappresenta per quanto ci riguarda un punto di non ritorno che mai la politica aveva osato oltrepassare.
Abbiamo detto fin dall’inizio, anche se qualcuno finge di non ricordare, che la richiesta, probabilmente inopportuna per le caratteristiche di fiducia dalle quali le nomine sono state generate (chiamata diretta del Sindaco di uomini di sua fiducia senza pubblico concorso), ma certamente legittima, avrebbe dovuto trovare il suo corretto sfogo nel provvedimento di un Tribunale della Repubblica dopo un normale giudizio.
Infatti se la legge riconosce un diritto, è giusto che quel diritto abbia una tutela.
Sconcia non è la richiesta dei dirigenti, potenziali aventi diritto, ma la soluzione adottata dall'amministrazione che già ha causato un danno alle casse comunali, essendo stati gettati soldi per pareri legali nonostante all’interno del Comune esiste un professionista. Il quale, peraltro, aveva già reso un parere in merito. Per questo chiediamo che innanzitutto il segretario generale non porti la delibera alla discussione della giunta per l'esistenza del parere dell'avvocato del Comune sulla questione. Ma, in caso contrario, chiediamo al sindaco e agli assessori, chiamati ad assumere questa assurda deliberazione, di avere un sussulto di orgoglio e di bocciarla, correttamente e legittimamente.
Certamente sarebbe opportuno che, se alla vicenda si vuole proprio dare uno sfogo, se ne discutesse in Consiglio comunale.
Se veramente si vorrà oltrepassare il “punto di non ritorno”, noi avremo comunque lasciato a testimonianza della nostra buona volontà attraverso questo secondo invito. Gli altri, invece, se ne assumeranno tutte le conseguenze di ogni genere.
Confidiamo nell'intelligenza dei nostri interlocutori.
Michele di Gregorio - Francesco Laurora (Verdi Trani)
