«Senza parole. Meglio, da non credere. Nella bolgia del PalaAssi di Trani (…) animosità e aggressività sugli spalti, intonazione di cori razzisti all'indirizzo della tifoseria ospite (per la verità il pubblico di Trani non è nuovo a tali comportamenti, leggi cronache giornalistiche della scorsa stagione), minacce gratuite rivolte ai tifosi ospiti e gioco al limite del regolamento, in campo, per gentile concessione della coppia arbitrale».
Questo, fra le altre cose, si legge nella cronaca di Juve Trani-Monteroni apparsa oggi su quello che appare il sito ufficiale della squadra salentina.
Rispettiamo le opinioni tecniche sulla partita, ma ci permettiamo di dissentire dalle affermazioni generalizzanti sul pubblico di Trani e, quindi, sulla città.
Per quanto ci consta, abbiamo solo udito un gruppo di tifosi tranesi fare il tifo “contro” l’altra squadra ed i suoi tifosi (cosa che a noi non piace e condanniamo), ma non ci è sembrato che fosse di stampo razzista.
Sicuramente, la maggioranza del palazzetto a tutto pensava tranne che ad insultare il Monteroni ed i suoi sostenitori che, anzi, ieri hanno avuto massima libertà di espressione sugli spalti anche sotto gli occhi attenti di due agenti del commissariato di polizia.
Semmai, ed è un paradosso, ieri il pubblico di Trani è stato accusato di freddezza nei confronti della “sua” squadra, che non avrebbe spinto a dovere nel momento della difficoltà.
Certamente Trani non è razzista. E spiace leggere su un organo d’informazione “istituzionale” un’accusa tanto generica quanto gratuita. Sarebbe opportuno che qualcuno, a Monteroni, prenda le distanze da quanto ivi si legge.
Nico Aurora
