Programma sperimentale anti povertà, per cercare di “concentrare le poche risorse economiche a disposizione in favore delle situazioni più critiche dando un sostegno alle famiglie che si trovano in grave povertà”.
Questo è quanto emerge da una determina della V ripartizione firmata dalla dottoressa Maria Dettori. Con questa determinazione dirigenziale è stato approvato l'Avviso pubblico e il modulo di domanda per la richiesta di un sostegno economico che come vedremo, varierà dai 50 ai 350 euro.
Per mesi in redazione abbiamo ascoltato le lamentele di gente in difficoltà che ci diceva di ricevere sostegni economici sempre più ridotti e che a fronte di richieste di chiarimenti da parte del Comune, la scarsa disponibilità di denaro veniva etichettata come unica responsabile.
Di questo “programma sperimentale” siamo venuti a conoscenza in maniera casuale e lo abbiamo recuperato dall’albo pretorio. Sul sito del Comune (aggiornato nella grafica nel campo delle notizie solo da qualche giorno) sono presenti da ieri il modulo e la domanda per beneficiare di questi aiuti economici.
Chi potrà fare richiesta di questi aiuti? Chiunque abbia un reddito annuo inferiore a 7.500 euro. Insieme alla domanda, si dovrà compilare un modulo sul quale vengono richieste proprietà di immobili, di mezzi di trasporto, stato di salute o invalidità dei componenti della famiglia, se il capofamiglia è in carcere e da quanto non lavora, et cetera. Bisogna compilare una sorta di “censimento della disperazione”.
Si potrà fare richiesta però solo entro trenta giorni dal giorno di pubblicazione del bando. E ci siamo chiesti: ma quando parte il bando? Come da determina risalente al 31 ottobre, “occorre dare risalto all’avviso d’informazione che sarà collocato presso gli spazi di pubblica affissione, sarà inserito sul sito del Comune e sarà pubblicizzato con ogni altro mezzo d’informazione”. Probabilmente percorriamo strade troppo buie e gli avvisi pubblici non riusciamo a leggerli, probabilmente abbiamo una casella email che rifiuta questi avvisi, ma davvero non siamo riusciti a capire quando partisse questo progetto.
Sul sito del Comune, il programma è stato caricato nella giornata di ieri (15 novembre) e solo poco fa ci siamo resi conto (non sappiamo se sia stato aggiunto da poco o se ci fosse sfuggito) che è stata definita la data di “scadenza” (della consegne delle domande?) al 30 novembre: una data che non poteva essere recuperata in nessun’altra parte.
Questa mattina, quando ancora non eravamo a conoscenza della data d’inizio e di scadenza del bando abbiamo provato a metterci in contatto con i responsabili del procedimento telefonando ai numeri 0883 – 58(1333-1330-1332) ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
Nel frattempo abbiamo recuperato la data di scadenza per la consegna delle domande dell’avviso pubblico dal sito (come scritto qualche riga fa) e abbiamo immaginato che la data d’inizio coincidesse con la data in cui è stata redatta la determina dirigenziale e poteva essere appresa solo attraverso albo pretorio. E intanto due settimane utili sono già passate. Il modulo si può ritirare presso l’Ufficio Protocollo o presso l’Ufficio Servizi Sociali.
Chi consegnerà la propria domanda oltre il 30 novembre entrerà nella coda della graduatoria definitiva e gli perverrà un aiuto economico solo se “arriveranno ulteriori fondi”. Ma questi fondi quanti sono e chi li ha investiti? Lo scorso 28 ottobre il Ministero del lavoro e delle politiche sociali (dell’ex governo) ha messo a disposizione dei comuni 450.000 euro e ha dato la possibilità ai comuni di presentare domanda per un progetto sperimentale per il terzo settore entro le 12 del 30 novembre. Il governo, qualora accettasse il progetto per il contrasto della povertà, finanzierebbe l’80% del totale (le risorse destinate al finanziamento sono 450.000 euro) ma non sappiamo se il Comune attingerà a questi fondi o se è stata una pura coincidenza temporale. Comunque l’amministrazione ha messo a disposizione 25.000 euro e aiuterà le famiglie in base al punteggio ottenuto tramite il modulo compilato. Con una media di 200 euro a famiglia come sostegno, il Comune dovrebbe “aiutarne” circa 125.
Intanto per questo progetto, come è scritto sulla determina, mediante affidamento diretto la "D & G Servizi di Informatica snc" di Monopoli ha avuto il compito di elaborare e fornire un nuovo software appositamente per questo programma.
Ora, dopo questo quadro generale, ci sono sorte molte domande banali riassumiamo in 10 come la moda comanda.
1 .Potrebbe essere possibile sapere se questo progetto rientra nell’avviso pubblico del governo nazionale citato prima? Se la risposta dovesse essere “si” - Nel caso in cui il governo non dovesse accettare il programma questi 25.000 euro saranno investiti ugualmente?
2 .Il ritardo di due settimane nella pubblicazione dell’avviso sul sito (era presente solo nell’albo pretorio) a cosa è dovuto in particolare?
3 .Se dal “censimento della disperazione” dovesse emergere una situazione più critica del previsto, sarà possibile prelevare soldi da altri capitoli di spesa con la consapevolezza che il "capitale umano" è più importante di quello strutturale o decorativo?
4 .A quanto ammonta l'impegno di spesa per l'elaborazione e la formulazione del software della ditta di Monopoli?
5 .Dato il "programma sperimentale" non era meglio aspettare di verificare l'efficienza o l'ipotetico flop prima di commissionare l’elaborazione di un apposito software e cercare di organizzare il lavoro tra i dipendenti della ripartizione o trovare comunque un altro metodo più economico?
6 .Chi formulerà la propria domanda in ritardo e non rientrerà nella graduatoria che sarà pubblicata a dicembre sarà il “primo” in una probabile graduatoria ad esaurimento?
7 .Una famiglia con un “punteggio-bisogno” pari a 46 (e sarebbe uno dei più pesanti, abbiamo preso i valori ipotetici di una delle tante persone che si è rivolta in redazione), qualora riuscisse a ricevere i 350 euro di dicembre-gennaio, rientrerà automaticamente in un altro “piano anti povertà” o uscirà dalla graduatoria con i 350 euro in mano per poi ripresentarsi tra qualche mese al Comune?
8 .Dato che il servizio telefonico (almeno per oggi) non era raggiungibile, se ci recassimo di persona a simulare la formulazione di questo modulo, troveremmo qualcuno pronto a darci una mano?
9 .In previsione ci sono progetti (seppur sperimentali) che non siano soltanto palliativi sociali e sostegni economici che ad ogni modo non possono aiutare tutta la popolazione povera?
10 .Dato che il buon Samaritano sta affilando la sua pietà e stasera se ne andrà al Carnevale, se dovessero avanzare dieci centesimi, ci comprereste una caramella Rossana?
Donato De Ceglie
Dati Utili
La domanda potrà essere presentata esclusivamente da un unico componente del nucleo familiare anagrafico. Dovrà essere presentata all’Ufficio Protocollo del Comune di Trani, indirizzata al Dirigente Servizi Sociali dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 o il giovedì dalle 15 alle 16 entro la data di scadenza del bando pubblico (30 novembre).
Bisogna allegare copia documento di identità del richiedente, copia codice fiscale, certificato Isee 2011 relativo ai redditi anno 2010 (da richiedere al Caf), autocertificazione di redditi esenti Irpef, certificato di iscrizione agli elenchi dell’Ufficio del lavoro attestante la durata della disoccupazione, copia del documento attestante lo sfratto, copia del certificato che attesti l’eventuale invalidità (rilasciato dalla Asl), eventuali altre documentazioni attestanti le condizioni di gravità dello stato di salute.
Tutti i criteri di punteggio sono contenuti nella guida alla compilazione criteri scaricabile dal sito del Comune di Trani. Avrà il massimo punteggio chi ha un figlio convivente minorenne nella fascia che va da 0 a 3 anni, chi ha un genitore solo vedovo/a con figli o con figli minori non riconosciuti dal padre o dalla madre. Chi certifica (capofamiglia) di essere disoccupato da più di 24 mesi ed è regolarmente iscritto al Centro per l’impiego. Capofamiglia in carcere o ex carcerato. Invalidità del genitore convivente al 100% e non percettore di indennità d’accompagnamento. Presenza nel nucleo di persone con patologie e stato di salute grave. Chi non ha fissa dimora, chi ha un reddito Isee pari a 0.
