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Riordino scolastico, Caffarella: «Siamo in ritardo e senza indirizzi sugli «istituti comprensivi»

Il consigliere comunale indipendente Franco Caffarella ha presentato una interrogazione consiliare per conoscere lo stato dell’arte in merito al piano di riordino e dimensionamento della rete scolastica cittadina, imposto dall’entrata in vigore della legge 111 del 15 luglio 2011. “Nonostante la tempistica individuata dalla Regione Puglia sia nota da tempo e preveda l’adozione con atto deliberativo da parte dei Comuni delle proposte relative al Piano di Riordino scolastico comunale, alla data del 15 novembre, termine indicato per le comunicazioni ufficiali, il Comune di Trani risulta inadempiente”osserva Caffarella.

Il dato che maggiormente preoccupa il consigliere è non solo il ritardo con cui, inevitabilmente si adotterà l’atto, ma “il modo con cui, obtorto collo, si dovrà arrivare alla decisione, senza una  presa di posizione forte da parte del Comune, di cui si abbia conoscenza, e l’assenza di ogni qualsivoglia dibattito con le forze politiche in sede di organi consiliari”.

È noto che a decorrere dall’anno scolastico. 2011/2012 la legge 111 del 2011 ha previsto che le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di I grado sono aggregate in istituti comprensivi. Tali istituti per essere autonomi devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni. Per garantire un processo di continuità didattica nell'ambito dello stesso ciclo di istruzione, a decorrere  dall'anno scolastico 2011-2012 la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado; gli istituti comprensivi per acquisire l'autonomia devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni. “Quale scenario – si chiede Caffarella - si prospetta per il mondo scolastico cittadino? La popolazione scolastica interessata al riordino ammonta a circa 6500 studenti per cui con il rigore del calcolo matematico Trani avrebbe diritto ad almeno 6 istituzioni scolastiche autonome. Del resto, dopo aver perso una presidenza ed una autonomia scolastica lo scorso anno con la scomparsa della “Palumbo”, sarebbe davvero strano decidere di fare ulteriori rinunce. Poiché, in base ai dati in mio possesso, nessuna delle scuole interessate da sola raggiunge i 1000 alunni, occorrerà fare delle aggregazioni, probabilmente con la strada degli Istituti comprensivi».  

Di qui l’invito all’Amministrazione ad attivarsi con tavoli di concertazioni i più ampi possibili, che riguardino non solo i Dirigenti scolastici cittadini ma anche Sindacati, Associazione dei Genitori, informando tempestivamente anche i capigruppo consiliari, atteso che il provvedimento dovrà passare al vaglio degli organi consiliari.Tra l’altro il ritardo del Comune di Trani rischia di creare problemi al Piano Scolastico della Bat che deve essere proposto entro il 25 novembre alla Regione Puglia. Caffarella propone all’Amministrazione di «non avallare scelte con scuole sovraffollate che avrebbero ricadute negative sulla didattica e sulla qualità dell’offerta formativa, mantenendo una presenza equilibrata delle sezioni dei diversi ordini scolastici, assicurando il più possibile ambiti territoriali omogenei nelle diverse articolazioni. E poiché nelle pieghe di questa novità legislativa è previsto che la programmazione del piano di dimensionamento debba avvenire nell’arco dei prossimi tre anni scolastici, di evitare scelte traumatiche e poco condivise, cominciando seriamente a mettere mano anche ad una rivisitazione e applicazione dello stradario comunale scolastico».


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