Dal miele dello scambio epistolare Lovato-Tarantini all’allocutivo di cortesia «voi» (di rimembranze fasciste, parafrasando Carlo Rossella), usato da Nicola Pappolla, altro ex assessore (revocato, non dimissionario) della giunta Tarantini.
Rossella, su Panorama, scriveva lo scorso anno che «sarebbe interessante restituire al voi la par condicio rispetto al lei. Liberalizzarne l’uso, dandogli un alone di modernità e non confinandolo nel ghetto degli usi e costumi fascisti. Il voi non è né fascista né antifascista. È soltanto un modo più moderno e dinamico per affrontare i rapporti interpersonali».
Questo, dunque, sarebbe l’aspetto “amichevole” della lettera. Che per il resto è, invece, tutt’altro che tenera nei toni e, soprattutto, nei contenuti. In particolare, le pressioni sulle stabilizzazioni sarebbero avvenute «in un senso e nell’altro».
Ed ancora, e soprattutto, politicamente parlando, Pappolla denuncia, adesso pubblicamente, una «qualità di atti di giunta, e non solo, via via sempre più scadente». Un vero e proprio atto di sfiducia che, sempre politicamente parlando, determinerebbe una clamorosa frattura pre-elettorale, a Trani, fra la Puglia prima di tutto (partito di Pappolla) ed il Pdl (partito di Tarantini). Ma ecco, di seguito, la lettera.
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Esimio Sig. Sindaco,
mi perdonerete, se trovo il vostro provvedimento di revoca perfettamente in linea con il brutto clima che pervade, in questi ultimi tempi, la nostra città. Sembra l'epilogo naturale dettato da rancori, sassolini nella scarpe/ sms, minacce, denunce, scritte sui muri, proclami e smentite;
mi perdonerete, se trovo il vostro provvedimento pretestuoso e discriminante, se solo si confronta il mio comportamento, per nulla dissimile, con quello degli altri assessori, se è vero come è vero che il 14/11 u.s., nell'unica giunta legalmente costituita sull'argomento (stabilizzazione dirigenti), nessuno e dico nessuno ha sottoscritto la proposta di delibera così come pervenuta in giunta;
mi perdonerete, se trovo la conta degli assessori a favore (a rischio zero) un fatto triste e inusuale, ancor più se effettuata al di fuori di una giunta regolarmente costituita e senza aver acquisito le sette firme a favore sulla delibera in parola;
credo che non mi abbiate perdonato il fatto che, di fronte ad una qualità degli atti di giunta e non solo, via via sempre più scadente, non abbia saputo sottacere;
esprimo vivo apprezzamento, invece, per l'iniziativa annunciata dalla S.V. di investire i magistrati inquirenti con una denuncia contro ignoti per le eventuali pressioni subite dall'intera giunta, immagino e spero estesa in un senso e nell'altro.
Per tutto il resto e soprattutto per gli effetti benefici (in termini di consensi ed attestazioni di stima) che mi sta producendo, trovo il vostro provvedimento di revoca ineccepibile.
Auguro, alla S.V. e a tutti i cari ex colleghi sopravvissuti, tanta buona fortuna.
Dott. Nicola Pappolla
