Le cave dismesse sono un patrimonio culturale da salvaguardare, ma anche una risorsa per il turismo della città. Credo sia opportuno iniziare a pensare ad una nuova forma di marketing territoriale inerente la famosa “pietra di Trani” meglio conosciuta come “biancone”.
La futura amministrazione, seguendo il solco tracciato da Tarantini in questi anni, deve perseverare nell’investimento e nella crescita dell’indotto turistico. La valorizzazione e il restyling del comparto “pietra” potrebbe essere un ulteriore volano di crescita per la nostra città.
Per poter promuovere il riutilizzo delle cave si stanno sviluppando in Italia (penso per esempio a Massa Carrara, o alla più vicina Apricena), così come in Europa, i cosiddetti recuperi "creativi", dovuti all'intervento progettuale di architetti paesaggisti ed artisti.
Si tratta di interventi in genere orientati al recupero delle cave attraverso la riconversione delle stesse in funzione del tempo libero : ad esempio adattandole a musei, palcoscenici naturali, luoghi di spettacolo ma anche di sport.
In un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, credo sia necessario “reinventarsi” e fare di necessità virtù : ripartiamo dalla nostra “terra”, e ripensando alle cave, rivaluteremmo allo stesso tempo l’agro della città spesso “pericolosamente” dimenticato.
Raimondo Lima
Nuova Italia Trani
