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Trani, si costituisce Francesco De Candia: era lui il secondo rapinatore del bar

Chiuso il cerchio delle indagini sulla rapina al bar di sabato scorso. In manette è finito anche Francesco De Candia, pluripregiudicato tranese di 18 anni. Tale decreto, viste le inoppugnabili prove acquisite a suo carico, veniva immediatamente emesso per i reati di rapina aggravata e porto e detenzione abusivi di arma. Nei giorni scorsi, del resto, erano state effettuate numerose perquisizioni domiciliari nei confronti dei parenti e degli amici del predetto, finalizzate alla cattura del medesimo che nel frattempo si era reso irreperibile. A seguito di tale forte pressione, nel pomeriggio odierno il rapinatore ha deciso di costituirsi presso la locale casa circondariale, ove gli agenti del commissariato gli notificavano l'arresto.

Il primo arresto era stato, in flagranza, quello del pluripregiudicato SAKO Ani, albanese di 21 anni residente a Trani, perché responsabile dei reati di rapina aggravata, detenzione e porto abusivi di pistola, nonché di violenza privata.

I FATTI

Alle ore 3.55 di sabato 26 c.m., tramite 113, si veniva a conoscenza che una signora a bordo della propria autovettura stava inseguendo, in Corso Italia, una Ford Ka con a bordo dei giovani che avevano poco prima rapinato l’incasso di un bar situato nella zona sud di Trani. La donna aggiungeva, sempre telefonicamente, di aver perso le tracce della macchina in questa via De Roggero a Trani. Dopo qualche minuto, la pattuglia della Squadra Volante intercettava in via Malcangi angolo Via De Gemmis, l’autovettura in questione con a bordo L. M., e dopo la perquisizione lo accompagnavano in questi Uffici. Successivamente giungeva la proprietaria del predetto bar che riferiva che verso le ore 3,30, mentre si trovava all’interno del suo bar, accingendosi ad effettuare la chiusura, entravano due individui di sesso maschile entrambi con il viso travisato da calzamaglia. Uno di loro due impugnava una pistola e pronunciava la frase “questa è una rapina” mentre l’altro diceva “datemi i soldi”. Dopo di che mentre quello armato teneva sotto tiro lei e due sue amiche, che in quel momento si stavano intrattenendo con lei vicino al bancone, quell’altro faceva il giro del bancone e dopo averla spintonata, le intimava di aprire la cassa impossessandosi della somma di circa 45 euro in banconote di vario taglio.

Subito dopo i due si davano alla fuga, uscendo dal locale e seguiti a breve distanza dalle sue amiche. La proprietaria del bar aggiungeva che circa tre quarti d’ora prima, i due individui autori della rapina erano già entrati all’interno del suo locale, unitamente ad altri due giovani. Grazie al sistema di videosorveglianza interno del bar, venivano visionati i filmati ed estrapolate le immagini, che consentivano agli operatori di Polizia di riconoscere senza ombra di dubbio i due pregiudicati che avevano commesso la rapina.

Atteso quanto sopra verificato, gli agenti operanti si portavano presso l’abitazione di SAKO Ani ed eseguivano, in sua presenza, una perquisizione domiciliare che dava esito negativo per quanto concerne il rinvenimento dell’arma ma positivo per quanto concerne l’abbigliamento indossato prima e durante la rapina. Le operazioni di ricerca dell’altro complice, effettuate sia presso l’abitazione che in questa città, davano esito negativo. Ma oggi De Candia si è consegnato alle forze dell'ordine, che ormai erano sulle sue tracce.

Il terzo giovane, L.M., proprietario dell’autovettura utilizzata per la fuga, riferiva di essere stato minacciato dagli altri due che chiedevano di essere accompagnati nei pressi del bar successivamente oggetto di rapina. L’ulteriore attività investigativa svolta permetteva di fornire ulteriori riscontri circa la veridicità di quanto affermato dal predetto giovane.

Veniva rintracciato, nel corso della stessa mattinata, il quarto componente del gruppo, il quale, in merito alla vicenda, non intendeva fornire alcuna dichiarazione, venendo così deferito in stato di libertà per il reato di favoreggiamento personale.


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