Per valutare la nuova piazza Longobardi bisogna pensare a quello che era prima. Nell’834 dopo Cristo era più o meno come la vediamo oggi: un grande campo aperto in cui avvenivano gli scambi commerciali. E nel 1063, non distante da qui, si promulgavano le prime leggi del mare. Le cinque strutture in pietra e bronzo al centro della nuovo lastricato raffigurano proprio le dieci tavole degli Ordinamenta maris. La vena artistica dell’autore, Antonio Lomuscio, ha dovuto trovare un punto d’incontro con le disposizioni, particolarmente rigorose, della competente Soprintendenza. Ente che non ha mancato di dettare tempi e modi anche dei lavori, progettati e diretti dal geometra Saverio Pinto, ed eseguiti dall’impresa Gramegna Luigi.
La storia recente, invece, ci aveva mostrato un ridente mercato ittico ed ortofrutticolo sotto una, però, antiestetica copertura in cemento armato. Rimossa quella, l’architettura della piazza ha ritrovato la sua dignità.
Questo è lo spirito con cui piazza Longobardi riparte, da oggi inserita in un contesto di spazi sempre più sottratti ad auto e caos. Questo è quanto sostanzialmente, si è posto in risalto nella cerimonia d’inaugurazione di ieri sera.
In allegato, ed in home page, il video che documenta una serata proseguita, poi, fra piazza Libertà e via Mario Pagano con altri due eventi significativi: il rituale omaggio floreale alla Madonna Immacolata, alla vigilia della festa liturgica; il riconoscimento della civica amministrazione alla ditta Pizzolante per i cent’anni di attività.




