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Trani, Cuccovillo (Partito socialista) non digerisce il dimensionamento: "L'ultima polpetta avvelenata della Gelmini"

"L’ultimo “regalo” della Ministra Gelmini, a seguito del DL. 98 del 6.7.2011, è stato la legge 111 del luglio di quest’anno secondo la quale i genitori non possono più decidere AUTONOMAMENTE a quale istituto iscrivere i propri figli nel percorso della scuola dell’obbligo. Con questa nuova normativa l’iter deve iniziare dalla materna fino alla media sempre presso lo stesso istituto in base al nuovo principio della cosiddetta CONTINUITÀ.

Ogni amministrazione comunale ha predisposto quindi il proprio piano di dimensionamento che dopo presa d’atto della Provincia , perviene all’Ufficio scolastico Regionale ( organo periferico del Ministero Pubblica Istruzione) che fatte le proprie valutazioni lo invia alla Regione che aveva a suo tempo, già indicato le relative linee guida .

Il piano predisposto dal Comune di Trani sta però creando molte perplessità non solo fra gli addetti ai lavori, cioè fra professori maestri e dirigenti, ma ancor di più fra i genitori che sono frastornati e confusi in quanto -ad oggi- non sanno quale sarà l’Istituto scolastico a cui indirizzarsi per le prossime iscrizioni dei loro figli e che corrono il rischio di stravolgere il piano di formazione della scuola a cui sono già iscritti.

È per questo che come Partito Socialista siamo dalla parte delle mamme e dei papà: ci sono molte cose che non quadrano nel piano di dimensionamento della rete scolastica deciso dal Comune che oggi è orfana dell’assessore competente. Si rischia quindi che la decisione da avviare alla Regione sia meramente tecnica.

Innanzitutto riteniamo che l’ iter procedurale non è stato completamente rispettato a riguardo delle linee guida e che quindi ci sia un difetto di partenza circa la formazione degli istituti comprensivi per utenze superiori ai 1000 alunni. Ci riferiamo ad esempio al coinvolgimento degli organi collegiali della scuola che non ha portato alla c.d. concertazione, prevista e richiesta proprio dalla Regione. Ma la procedura seguita dall’amministrazione comunale è in contrasto non solo con le procedure ma anche nel merito.

Per questo senza voler entrare nel tecnicismo e nel linguaggio burocratico, come Partito Socialista facciamo le seguenti 5 domande:

1) Perché questa fretta da parte della nostra amministrazione comunale quando altre città vicine (come ad esempio Bisceglie che ha una popolazione scolastica inferiore alla nostra) hanno lasciato tutto immutato lasciando lo stesso numero di istituzioni scolastiche mentre a Trani si è approvata una variazione del numero di istituti?

2) È vero che altre città come Andria e Terlizzi dove ci sono state notevoli raccolte di firme da parte dei genitori si avviano a chiedere una sospensione del piano?

3) Per quale motivo l’amministrazione comunale tranese non si è comportata come altri governi cittadini che hanno rallentato ogni decisione in modo da avere tutto il tempo per organizzarsi e coinvolgere anche i genitori evitando di metterli con “le spalle al muro” con decisioni frettolose?

4) A quale criterio di logica e buon senso corrisponde il tentativo, tutto tranese, di formare nuovi istituti unendo “brandelli” di scuole già esistenti, rischiando quindi di creare istituti non sufficientemente omogenei che portano alcuni alunni ad essere “FIGLI DI UN DIO MINORE”?

5) Secondo quale ratio l’amministrazione comunale ha deciso di dividere la città in due (con linea di demarcazione piazza della Repubblica), zona nord e zona sud, facendo corrispondere due istituti in una zona e tre in un’altra quando il numero di utenza è all’incirca lo stesso, creando una oggettiva sperequazione?

In conformità a questi interrogativi, il Partito Socialista chiede di REVOCARE la delibera di giunta e quindi pervenire di fatto ad una moratoria anche perché la stessa Regione Puglia se da una parte ha posto il termine del 31/12 per inviare le risoluzioni al Ministero dall’altra ha già sollevato, insieme con altre Regioni, un problema d’incostituzionalità.

Riteniamo questa una proposta ragionevole anche perché in città stanno montando le proteste e non è possibile trascurare il fatto che questo dimensionamento affrettato comporti anche mancanza di programmazione che andrà a ricadere sull’offerta formativa riguardante il futuro di bambini e ragazzi che sono il fondamento del futuro.

Diamo il tempo ai genitori di ben COMPRENDERE l’offerta formativa delle scuole,

Diamo il tempo alle autorità scolastiche di ORGANIZZARSI, nell’INTERESSE degli alunni".

 

Il responsabile Partito Socialista Trani

Nicola Cuccovillo

 


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