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Rischio idrogeologico, a Trani incarico da 20mila euro per individuare le aree in cui non si può costruire

L'Autorità di bacino della Puglia, in conformità alle indicazioni della convenzione approvata dalla Giunta Regionale della Puglia, ha redatto, ma non definitivamente approvato, una nuova Carta idrogeomorfologica del territorio pugliese quale parte integrante del quadro conoscitivo del nuovo Piano paesaggistico territoriale regionale.

La nuova Carta idrogeomorfologica della Puglia, in scala 1:25.000, si pone come obiettivo principale «quello di costituire un quadro di conoscenze, coerente e aggiornato – si legge in documento regionale ufficiale -, dei diversi elementi fisici che concorrono all'attuale configurazione del rilievo terrestre, con particolare riferimento a quelli relativi agli assetti morfologici ed idrografici dello stesso territorio (…), nonché gli opportuni approfondimenti sulla specifica vulnerabilità geoambientale del territorio pugliese».

Per esempio, «la limitata conoscenza e attenzione per le forme tipiche del carsismo quali le doline e le voragini naturali, nonché di quelle in cui la dinamica fluviale e quella carsica agiscono in contemporanea (nel caso di Trani le lame, ndr) ha reso concreto il pericolo di una disattenzione o banalizzazione delle stesse, fino al punto ad indurre a occuparle e perfino "cancellarle" con interventi edilizi o di trasformazione del territorio in genere, nell'assoluta ignoranza del delicato e irrinunciabile ruolo ricoperto dalle stesse nel complesso e delicato equilibrio idrogeologico e territoriale».

Posta questa premessa, l’Autorità di bacino ha trasmesso al Comune di Trani una nota in cui «si fa presente la volontà – si legge in una determinazione del dirigente dell’Ufficio tecnico, Giuseppe Affato - di verificare le effettive condizioni di pericolosità delle aree interessate dagli interventi previsti dal Pug». In particolare, «rilievi accurati dei luoghi che individuino esattamente il livello di pericolosità da redigere preferibilmente a scala di bacino e per interi comparti edificatori, al fine di porre limitazioni d’uso agli interventi già realizzati in un’ottica di salvaguardia della vita umana e di protezione civile».

Pertanto, per ottemperare a tale disposizione, il dirigente ha ritenuto necessario «procedere all’individuazione di un professionista esterno cui affidare l’incarico dell’espletamento dell’attività descritta, accertata l’impossibilità del personale tecnico del’Ufficio lavori pubblici e progettazione ad eseguire tali attività, in quanto impegnato attualmente in numerose progettazioni e direzione lavori».

Così, ed in via d’urgenza per la salvaguardia della pubblica incolumità, l’incarico di redigere il «Rilievo accurato dei luoghi interessati dal reticolo idrogeomorfologico come individuato dalla carta approvata con Delibera dell'Autorità di Bacino n. 48/2009» è stato affidato al geometra Nicola Di Gennaro, di Trani, stanziando un impegno di spesa “presuntiva” di 20mila euro, «non essendo esattamente quantificabile in via preventiva».


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