Sulla Trani continua a scorrere il sangue. La scorsa settimana, nel giro di meno di ventiquattr’ore, si sono verificati due gravi incidenti. Il secondo, purtroppo, è costato la vita a Felice Cortellino 50enne agricoltore tranese travolto con il suo trattore da un’auto mentre si reca al primo mattino al lavoro: una fine assurda ed ingiusta, figlia forse dell’imprudenza alla guida, ma che certamente sarebbe stata meno probabile se la strada fosse già stata allargata e rimodernata.
Ma perché, ancora oggi, non si riesce a fare partire i lavori? Perché, nonostante vi sia stata una gara già esperita, non si parte con gli interventi previsti? La risposta sta nel prezzo degli espropri, ultimo capitolo di una poco edificante storia di malaburocrazia. «La nostra attenzione su quella strada è massima – spiega l’assessore provinciale ai lavori pubblici, Giuseppe Di Marzio -, ma abbiamo ereditato un progetto monco dalla Provincia di Bari. Il prezzo degli espropri, infatti, inizialmente è stato conteggiato in maniera errata, prevedendo 1 milione anziché i necessari 10. Adesso stiamo lottando contro il tempo per integrarlo: nel nostro bilancio abbiamo previsto 5 milioni di euro solo per gli espropri, mentre al governo nazionale abbiamo chiesto che ci restituisca il ribasso d’asta, che è di 4 milioni di euro, sempre finalizzato agli espropri. In questo modo, colmato il gap, possiamo firmare il contratto per la consegna dei lavori».
Sulla stessa linea le dichiarazioni del presidente della giunta provinciale, Francesco Ventola: «Chi si è occupato dell’appalto, quando la strada rientrava nelle competenze della Provincia di Bari, ha previsto costi irrisori per gli espropri, così che noi ci siamo guardati bene dal firmare il contratto con l’impresa esecutrice dei lavori: prima, infatti, bisogna recuperare i soldi proprio per pagare gli espropri. Il percorso è difficile e tortuoso, ma stiamo interloquendo con il governo centrale ed anche con la Regione. La Trani-Andria, infatti, è una vecchia strada statale e rientra ancora nella ripartizione dei fondi che Regione percepisce dallo Stato, girandole poi alla province: vorremmo inserirci in questo percorso. Certo, è stato un gravissimo errore prevedere un solo milione per gli espropri, mentre invece ne sarebbero serviti come minimo otto».
Come se non bastasse, vi è un contenzioso ancora aperto sull’assegnazione dell’appalto. «Ma è un problema superato – afferma Di marzio -. C’è un ultimo ricorso pendente, ma le sentenze sui precedenti ci induce a ritenere che l’impresa Matarrese è e resterà l’aggiudicataria dell’appalto. Tanto che ha già preso contatti con noi per fare sì che la stipula del contratto avvenga quanto prima».
Nel frattempo, però, altri problemi infrastrutturali si preannunciano con riferimento alla scena del primo incidente. Quello in cui è rimasto gravemente ferito Fabio Cannone, tranese di 21 anni rimasto intrappolato nella sua Ford Fiesta in un impatto con un furgoncino ed un’altra auto. Il sinistro, infatti, è avvenuto ai piedi dello svincolo “Trani nord” della statale 16 bis. Ed in quel punto, negli ultimi mesi gli incidenti si sono sistematicamente ripetuti. Soltanto nel 2011, infatti, prima di quello di ieri, se ne sono registrati altri tre: 24 settembre, 25 luglio, 19 gennaio. Come bilancio, nessuna vittima ma molti feriti, anche gravi. Peraltro, la scena degli incidenti è proprio davanti alla futura sede dell’università Lum. Se, quindi, una situazione di oggettivo pericolo si determina oggi, con l’immobile ancora chiuso, appare opportuno porsi il problema, in chiave preventiva, di quello che potrebbe accadere domani.