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La storia da ri-montare

Il castello svevo baciato dal mare e dirimpettaio della perla delle Puglie, la nostra cattedrale, è sicuramente un gioiello prezioso indossato dalla nostra storia locale. Una struttura dalla pianta quadrangolare, un grande cortile e un aspetto austero quanto gentile. La sua costruzione risale al 1233 ma il Castello nel tempo è stato protagonista di diverse modifiche strutturali ed architettoniche durante le varie fasi storiche attraversate.

Nel tempo è stato anche scenario di eventi poco lieti come l'uccisione nel 1799 di alcuni giovani tranesi appartenenti a famiglie nobili, con la colpa di avere uno spirito fortemente idealista, il mare poi ne accolse i corpi. Qualche decennio dopo, nel XIX secolo, il nostro castello svevo fu allestito come Carcere Centrale Provinciale, fino al 1974. Agli albori di questo periodo "carcerario", nel 1842 fu eretta al centro del cortile centrale una cappella dalla forma esagonale.

Proprio di questa cappella si è tornati a parlare recentemente ed intendiamo farlo noi con questo articolo. L'associazione Sandro Pertini ha voluto "riscoprire" questa struttura che attualmente si trova (smontata blocco per blocco) in uno dei cortili superiori del Castello.

Tre anni fa il Soprintendente Martines decise di salvare i blocchi di questa cappelle dalle intemperie cui era vittima essendo stati depositati nel fossato senza alcuna protezione, e li fece trasportare nel cortile dove oggi si trovano. Le foto che vi mostriamo sono quelle inviateci dal presidente dell'associazione Sandro Pertini, Nicola Cuccovillo.

L'associazione tira un sospiro di sollievo nel poter ancora parlare di questa struttura e di non dover piangere “un altro pezzo di storia finito in qualche villa” e propone anche tre luoghi nei quali potrebbe essere riposizionata la cappella per poter essere nuovamente ammirata.

"Potrebbe essere ricostruita nel cortile stesso, facilitando la fruizione di un'altra piazza-cortile da parte dei visitatori e questa soluzione avrebbe il vantaggio di non dover trasportare l'enorme peso dei blocchi in posti tanto lontani, oppure nella piazza antistante il castello o presso piazza Longobardi" hanno scritto i responsabili dell'associazione. "Ed inoltre - conclude il presidente dell'associazione Sandro Pertini - potrebbe essere l'occasione buona per riprendere a ragionare su uno dei mestieri che hanno fatto grande Trani: gli scalpellini".

In realtà quella cappella pare essere destinata a rimanere lì per molto tempo. Già qualcuno anno fa se ne parlava di questa cappella e qualcuno propose di installarla in Piazza della Repubblica, luogo in cui diventerebbe una struttura estemporanea e poco amalgamata all’ambiente. Piazza Longobardi dopo la nuova inaugurazione “non dovrà essere toccata” per un bel po’ di tempo e quindi scartiamo anche questa ipotesi. Ma scarteremmo tutte le ipotesi che vanno al di fuori della struttura Castello.

La direttrice del Castello, Margherita Pasquale, intervistata da un quotidiano locale avrebbe detto che se arrivassero dei fondi, la cappella potrebbe essere nuovamente ricostruita ma non nel cortile centrale del Castello ormai perno fondamentale per manifestazioni di carattere culturale e non solo. Neanche la locazione "esterna" al Castello svevo (quindi nelle varie piazze di Trani) potrebbe essere fattibile, per non sparpagliare la storia in maniera insensata. Una delle possibilità sarebbe quella di costruirla o nel cortile sud, o in quello ovest o nel fossato a condizione che venga bonificata e resa fruibile questa parte del Castello. Al momento però questo lavoro richiederebbe soldi che la Soprintendenza non possiede.

A margine di quanto scritto ricordiamo le parole del presidente del consiglio comunale, Giuseppe Di Marzio, durante la conferenza stampa di presentazione di una delle mostre nazionali dell'antiquariato. Di Marzio parlò di un'ipotetica "gestione del Castello Svevo da parte del Comune di Trani", un progetto che sta prendendo piede molto lentamente ma è in corso. Se la gestione dovesse passare realmente al Comune di Trani probabilmente ci sarebbero più “forze” per ricostruire questa cappella. E sicuramente diminuirebbe il costo per chi volesse usufruire del Castello per eventi e manifestazioni.

Fino a che questa ipotesi non verrà avvalorata da una comunicazione ufficiale, la Cappella rimarrà smontata pezzo per pezzo, in una sorta di “collocazione provvisoria”, come una sorta di emblema per una città come la nostra che sembra apprezzare ma non essere capace di valorizzare la propria storia.

Donato De Ceglie

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