Per il consigliere di Fli, Dino Marinaro, «la questione della mancata firma del contratto di servizio tra Comune ed Amiu è grave. Se non ci sarà, dal 31 marzo bisognerà mettere in gara d’appalto ogni servizio. E su Amet vi inviterei a verificare meglio questioni da me già riferite circa possibili incompatibilità nel settore del fotovoltaico».
Il problema degli istituti comprensivi è stato al centro degli interventi di De Simone, de Laurentis e Caffarella, che a vario titolo hanno posto in risalto un problema di metodo sulla questione, nel senso che non vi sarebbe stato il coinvolgimento di tutte le parti nella discussione che ha portato, per il momento a progetti in parte contestati prima e sempre parzialmente modificati poi.
La replica dalla maggioranza è arrivata dal consigliere del Pdl Beppe Corrado: «La Regione ha adottato le linee guida, vi sono stati i confronti e, è vero, alcuni anelli della catena non sono stati coinvolti, Per questo, dopo che la giunta ha adottato il primo provvedimento, e dopo che siamo stati convocati dall’assessore Sasso, adesso siamo nelle condizioni di modificare il progetto e rivederlo in maniera condivisa».
Fabrizio Ferrante (Pd) si è a sua volta soffermato sula presunta incompletezza del Pug: «Gli strumenti attuativi sono bloccati. Dove sono finiti i Pue? Dov’è la Vas? Che cosa è accaduto prima e dopo le dimissioni dell’assessore Betti?»
Mimmo Triminì (Udc) ha dato atto del fatto che «finalmente si è insediato un dirigente del settore finanziario con il quale si riesce a dialogare. E che sta realmente compiendo un’analisi accurata dei debiti del nostro Comune, accumulati soprattutto dalle amministrazioni della cosiddetta “seconda Repubblica”.
Il presidente Di Marzio, precisando di parlare a titolo personale, ha lamentato «il mancato coinvolgimento sulla questione prima: purtroppo i dirigenti avevano pensato di operare in tutta autonomia». Poi si è soffermato sul problema dell’ospedale: «Il nostro deliberato non è stato analizzato da nessuno. Il direttore generale si è solo limitato a dirmi di averlo letto, ma degli indirizzi del consiglio comunale sul suolo del nuovo ospedale unico non si è tenuto conto. Oggi siamo riusciti solo a stoppare la chiusura dell’ospedale di Trani, ma in prospettiva futura siamo messi male e, certamente, l’ipotesi del presidente della Provincia Ventola sulla riconversione dell’azienda Papparicotta non può andare bene perché le strade non servono bene l’utenza.
