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Offese sul forum, prima condanna

Tempo ci vuole, ma alla fine anche i nodi del forum vengono al pettine. E sotto l’albero, questa volta, oltre i classici regali qualcuno ha trovato anche un decreto penale di condanna per avere espresso, sul nostro sito, giudizi lesivi dell’immagine di un concittadino.

Prima di illustrare i fatti, è prioritario porre in risalto una triplice questione.

In primo luogo, quest’articolo non si pone il fine di puntare il dito verso chi ha subito una condanna, ma di fungere da deterrente perché, da oggi in poi, chiunque utilizzi lo strumento del forum lo faccia secondo le regole della correttezza e del buon senso, partecipandovi nell’ottica del confronto democratico e costruttivo piuttosto che in quella dell’insulto fine a se stesso.

Secondariamente, va da sé che la partecipazione al forum è consigliabile avvenga alla luce del sole, qualificandosi con nome e cognome o con pseudonimi sempre riconducibili all’identità reale che, secondo quanto è illustrato nel sito, si è tenuti a rilasciare registrandosi allo strumento di discussione. Chi dovesse saltare questo passaggio ritenendo di farla franca, adesso è ufficialmente a conoscenza del fatto che la Polizia postale, in ogni caso, dal solo indirizzo Ip, sempre riscontrabile, risale sempre al responsabile.

Terzo e, forse, ancora più rilevante aspetto, il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Trani, emanando il decreto di condanna dell’imputato, lo qualifica come “gestore” del sito internet, rimettendo quindi, nella mani di chi scrive in un forum, le “chiavi” del sito che in quel momento sta utilizzando.

Si badi bene, dunque: in questa fattispecie non si parla più di “utente”, ma di “gestore”, quindi di una persona che a tutti gli effetti è giudicata unica responsabile del rilascio di parte dei contenuti di un mezzo di comunicazione. In questo caso, quindi, appare netta la separazione totale delle funzioni tra l’amministratore del sito, responsabile della struttura portante del sito e del rilascio delle notizie ed informazioni in essa contenute, ed i partecipanti al forum, strumento evidentemente “gestito” dai cittadini ed il cui “controllo” da parte dell’amministratore (previsto per legge e che sempre c’è stato) non pone in ogni caso i “gestori” in una zona franca in cui tutto è permesso in un’area di totale impunità.

Tanto è vero che il Gip del Tribunale di Trani, Roberto Oliveri del Castillo, ha condannato per il reato di diffamazione, con annessa una multa di 750 euro, M.A., tranese di 41 anni, «perché - come si evince dal decreto -, in esecuzione del medesimo disegno criminoso in tempi diversi, in qualità di gestore del sito internet www.radiobombo.com, faceva pubblicare su detto sito dichiarazioni che offendevano la reputazione di Ferrante Fabrizio (...), affermazioni da ritenersi dirette a quest’ultimo in quanto avvocato in Trani e consigliere comunale del Pd.

Le affermazioni oggetto del decreto di condanna per diffamazione furono rilasciate a commento di un articolo apparso in data 29 aprile 2010. Tutto sembra oggi così lontano, ma il pronunciamento del giudice davvero cambia tutto e pone una piccola, ma solida pietra angolare nella costruzione di un nuovo, solido e duraturo modo di intendere il confronto democratico delle opinioni “on line” nell’interesse della nostra città. Il condannato potrà, nei quindici giorni successivi alla notifica del decreto, proporre opposizione chiedendo il giudizio immediato, il patteggiamento oppure il giudizio abbreviato.

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