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Anche Trani ha avuto il suo Edward Cullen? Tra vampiri e fantasia, spunta un articolo sul web

Fantasmi di monaci o bambine, ville abbandonate, barche sul fondale del porto, cavalli morti, tutti ingredienti delle storie che hanno accompagnato i nostri pomeriggi adolescenziali. Il paranormale ha da sempre avvolto e affascinato la nostra cultura e il nostro folklore.

Su MondoLiberoOnline è stata citata la nostra città come teatro di battaglia in epoche remote tra vampiri e gente comune; la vicina Brindisi invece, sempre secondo l'articolo comparso su quel sito, sarebbe stata la patria dei lupi mannari. La firma di questo testo che riporta dati storici a sostegno della sua ipotesi è dello scrittore Claudio Foti, appassionato di fantascienza e fenomeni paranormali.

Solo fantasia? "A Trani - scrive Foti - qualche anno fa è stata scoperta una sepoltura molto particolare che ha fatto entrare di diritto l’Italia nel novero dei paesi interessati dal vampirismo. L’archeologa, Ada Ricciardi, che ha condotto gli scavi nel 2001 ha dovuto tacere a lungo infatti, solo a marzo del 2002 la notizia di quanto ritrovato divenne di pubblico dominio. Ma perché questo ritardo? Oltre a mere questioni burocratiche, è chiaro che quello che il territorio di Trani ha rivelato agli occhi degli studiosi è davvero al limite della realtà. La zona precisa è Capo Colonna, una piccola penisola della città, dove già negli anni settanta erano stati effettuati scavi e scoperti reperti di epoca micenea e ellenica, anche se a tutt’oggi cosa fossero questi reperti e cosa sia stato estratto dalla terra non ci è dato sapere in quanto le risultanze sembrano essere svanite nel nulla. Gli ultimi scavi, invece, condotti da Ada Ricciardi in zone adiacenti, hanno portato alla luce ambienti e insolite strutture in pietra. Insolite in quanto i muri erano composti da lastroni piantati in verticale nel terreno, tecnica mai attestata per quell’epoca".

"Ma non è tutto. Nei frammenti che sono riaffiorati era presente un disegno altrettanto inquietante: un bipede con un’enorme cresta e una coda da rettile. La struttura pare risalga alla fine del IX o all’inizio dell’VIII secolo avanti Cristo. Sì, stiamo parlando di quasi 3000 anni fa. Inoltre tutto quanto emerso ha portato gli archeologie e gli antropologi a pensare che il luogo fosse adibito a cerimonie e rituali, visto l’evidente l’orientamento con il sorgere del sole ad est. Ma la scoperta più insolita e scioccante è stata la serie di sepolture. Infatti, sono state rinvenute tre tombe, due all’interno dell’edificio e una all’esterno. Perché? Quello che è certo è che nella sepoltura esterna è stato ritrovato un uomo in posizione inginocchiata, con sopra una lastra di pietra, come per impedirgli di rialzarsi. All’interno le due tombe hanno anch’esse una lastra di pietra su tre uomini che sono sdraiati supini. Secondo gli antropologi l’età del soggetto seppellito all’esterno è di circa 40 anni mentre per quanto riguarda i tre seppelliti all’interno si può parlare di due uomini adulti tra i venti e i quaranta anni e di un ragazzo di circa 15 anni. All’interno della tomba non sono state trovate suppellettili di alcun tipo, né ornamenti o corredi funebri, per questo gli studiosi ritengono che questi uomini fossero stati esclusi dalla società".

Lo scrittore prosegue, "quello che è insolito è il fatto che furono comunque seppelliti e non gettati altrove senza sepoltura come era usanza a quei tempi per i reietti. Inoltre la presenza di una lastra sulla schiena di tutti e quattro, il fatto che fossero inumati sottoterra e che sopra ogni tomba vi fosse stata posizionata un’altra grande lastra di pietra fa pensare che fosse fortemente desiderato che i quattro non tornassero in vita. Che non uscissero dalle loro tombe".

Anche Trani ha avuto il suo Edward Cullen? "Possibile che fossero vampiri? Non abbiamo risposte certe - chiosa Claudio Foti - ma abbiamo una coincidenza inquietante, proprio a Trani fu redatto uno dei primi trattati sui vampiri Dissertazione sopra i Vampiri il cui autore fu nientemeno che l’arcivescovo Giuseppe Davanzati(1665.1755) in cui il fenomeno vampirico viene enucleato in tutte le sue forme e sfaccettature. Perché l’arcivescovo ha sentito il bisogno di scrivere un tale trattato?"

Vampiri o presunti tali non può che farci bene rispolverare tasselli di storia della nostra città, servisse solo a riappropriarci del nostro folklore, della nostra cultura o anche solo dei tradizionali racconti da brivido che seppur fantasiosi contengono elementi storici. E se non fosse solo fantasia, o pensate che qualche "racconto" o credenza siano andati persi, vi invitiamo a deliziarci con le vostre storie: info@radiobombo.com.


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