Subito dopo la pubblicazione del nostro articolo arriva il primo comunicato sull'argomento a firma del circolo Sinistra e Libertà di Trani. "Nella giornata di ieri alcune associazioni e partiti di Andria hanno chiesto al sindaco di Andria di emanare un’ordinanza per vietare botti e petardi di qualsiasi tipo, la stessa cosa sta avvenendo anche in altre città. Estendiamo anche al sindaco di Trani questo invito".
A Trani, vogliamo ricordarlo, poche settimane fa, per colpa dei petardi ha perso la vita un cane. "Ogni anno a causa dei botti muoiono migliaia di animali, non solo cani e gatti ma anche uccelli e animali salvatici. La sensibilità uditiva degli animali è talmente sviluppata che il rumore provocato dallo scoppio dei fuochi artificiali e dei petardi causa loro un vero e proprio dolore. Nella giornata di ieri grandi città d’Italia, si sono schierate finalmente a favore dei nostri amici animali. Le ordinanze emesse in più di 830 comuni hanno l’obiettivo di ridurre i rischi legati all’uso di fuochi spesso micidiali, in particolare se usati con poca cura. La prima città pugliese ad emanare tale provvedimento è stata la città di Bari: siamo sicuri in queste ore anche altri comuni della nostra Regione si allineeranno ad un orientamento diffusosi a salvaguardia sia di animali che di esseri umani, che in alcuni casi terminano i propri festeggiamenti proprio nei locali di Pronto soccorso".
Il coordinatore del gruppo, Vincenzo Ferreri, chiude la nota: "Chiediamo con queste poche righe che anche al Sindaco della Città di Trani emani un’ordinanza sindacale che vieti anche nella nostra Città la vendita di botti e che si multino pesantemente i trasgressori. Tale provvedimento non toglierebbe il fascino alla festa che di sicuro animerà, come in tutta Italia, anche le nostre strade: renderebbe più sicuri sia noi cittadini che i nostri amici animali, che pagano proprio nel primo girono di ogni anno, un prezzo molto salato. Se davvero la civiltà di un paese si misura attraverso la cura con cui tratta gli animali (Gandhi) questa "tradizione" non solo va fermata ma abolita".
