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Allargamento della Trani-Andria. A Trani la sede del consorzio per gli espropri, ma spunta una grana per quello della cabina primaria di Amet

Sarà Trani il comune sede della gestione associativa, in forma coordinata fra Provincia e municipalità di Trani ed Andria, della «procedura espropriativa preordinata all'acquisizione delle aree necessarie per la provinciale 130».

È quanto si legger nella delibera con cui la giunta comunale di Trani, in data 29 dicembre, ha approvato il protocollo d’intesa stipulato fra le tre istituzioni per rivedere le procedure d’esproprio utili alla realizzazione dei lavori di allargamento della Trani-Andria.

Il punto di partenza è la necessità di rivedere le somme previste dalla Provincia di Bari nel protocollo d’intesa del 22 ottobre 2009. All’epoca furono stanziati 12 milioni con fondi Cipe, 4 milioni e 100mila euro dall’ente barese, 1 milione a testa da Trani ed Andria. Oggi, però, la ricognizione economica praticata dalla Bat ha dato atto che quel quadro economico è insufficiente e, così, la stessa nuova provincia ha già stanziato nel bilancio di previsione una somma di 4 milioni e 800mila euro.

Nell’attesa di conoscere se anche i comuni di Trani ed Andria dovranno stanziare altre somme a sostegno delle procedure di esproprio, il protocollo firmato dal presidente provinciale Ventola e dai sindaci Tarantini e Giorgino dispone di fissare la gestione associativa del consorzio fra i tre enti a Trani.

Questo anche e soprattutto in considerazione del fatto che, fra i suoli pubblici da espropriare, ben venti sono di proprietà del Comune di Trani mentre uno solo ricade nel patrimonio della municipalità andriese. Ma c’è di più.

Mentre, infatti, i due comuni cederanno a titolo gratuito i loro terreni e valuteranno con i proprietari di immobili privati ipotesi perequative, la «maggiore criticità finanziaria per la risoluzione delle interferenze con i servizi pubblici si pone per l’Amet Spa, società soggetta a direzione e coordinamento del Comune di Trani. Sembra di capire che si profilerebbe una problema di “invasione” del cantiere in parte della cabina primaria di distribuzione dell’energia elettrica alla città. Ed Amet, quindi, richiederebbe garanzie tecniche e, probabilmente anche un robusto indennizzo.

Solo questi problemi saranno tutti, almeno formalmente superati, allora la Provincia firmerà il contratto con la ditta Matarrese, vincitrice dell’appalto per i lavori, e le opere di allargamento partiranno.


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