Negli scorsi giorni abbiamo dato notizia della morte di un detenuto nel carcere di Trani all'alba del 1 gennaio. Oggi sono 14 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Trani aperta su quanto accaduto. A perdere la vita è stato Gregorio Durante, 34 anni, leccese. Gli avvisi di garanzia sono stati consegnati al personale sanitario in servizio nel penitenziario nel periodo di detenzione dell’uomo, nonché al direttore del carcere e ai medici del reparto di psichiatria dell’ospedale di Bisceglie, dove Durante era stato ricoverato e poi dimesso il 13 dicembre.
Il reato contestato agli indagati dal pm Luigi Scimè è il concorso in omicidio colposo. L’iscrizione nel registro degli indagati è considerata un atto dovuto, dopo la denuncia dei familiari della vittima, per permettere agli indagati di partecipare all’autopsia, disposta dalla Procura e prevista per il 3 Gennaio. L’autopsia, in particolare, servirà a chiarire se la morte di Durante potesse essere evitata, come sostengono i familiari del defunto, accettando il trasferimento del detenuto in una struttura sanitaria, agli arresti domiciliari o avallare la richiesta di sospensione della pena per ragioni di salute, come chiesto dai legali di Durante il 4 e il 30 Dicembre, forti di perizie mediche che indicavano il pericolo per la vita della vittima.
Durante era stato colpito in passato da encefalite virale, ed i postumi della malattia, secondo i suoi parenti, lo rendevano incompatibile con il carcere. L’accusa, gravissima, lanciata dalla madre del detenuto, evidenzia come il personale sanitario del carcere, non credendo alla malattia di Durante, anzi ritenendo che fingesse, abbia peggiorato le condizioni di salute del malato infliggendogli, come punizione, l’isolamento diurno. I medici del penitenziario hanno risposto a tale accusa sostenendo di aver disposto il trasferimento della vittima in una struttura psichiatrica, ma che tale trasferimento fosse bloccato per mancanza di posti letto.
