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Ospedale di Trani, lo sfogo di Forni: «Che rabbia, dopo una vita passata in rianimazione»

Si parla di riordino ospedaliero, sono il consigliere Giuseppe Forni e non vi scrivo come politico ma come membro del reparto di rianimazione dell’ospedale San Nicola Pellegrino di Trani . Lavoro in un reparto che funziona da quasi 40’anni e (per chi non lo sa) il reparto di rianimazione è il luogo dove arrivano persone che lottano tra la vita e la morte e sono legate ad un filo di speranza.. pensate, in quasi 40 anni quante vite questo reparto ha salvato e quanti purtroppo non ce l’hanno fatta.

Vi dico che chiunque lavora in questo reparto, dal primario all’ultimo degli ausiliari , varcando la soglia del reparto entra prima la coscienza e poi la persona. Sì la coscienza , forse qualcuno in questo momento non ce l’ha , di essere vicini con esperienza e dedizione al malato e alla famiglia cui sono legati all’ultimo filo di speranza e che lottano per vivere. Da giorni si vocifera che il reparto a breve chiuderà per aver luogo in altra località…

Ma io mi domando e vi chiedo se è mai possibile che un capoluogo di provincia con oltre 54000 abitanti possa privarsi di un reparto così importante ? Non si può prendere una decisione sulla vita di chiunque possa capitare in rianimazione, un parente o un amico, e come condannarlo al peggio!! E mi chiedo perché mai chiudere? Un reparto sempre stato in attivo, da quando è stato donato?

Tagli alla sanità? Su tutto si può risparmiare ma non alla vita, essa non aspetta e fa il suo corso. Spetta a noi essere umani, aiutare chi ha bisogno di soccorso estremo e chiudendo un reparto che da anni ,ripeto è sempre in attivo, con tutto il personale coscienzioso che lavora con amore e passione ( non lo dico io perché ci lavoro ma lo dicono i parenti ) ,si nega il sacrosanto dovere di salvare vite umane a chi per disgrazia deve essere portato in rianimazione. Vi posso garantire che quando squilla il telefono, rispondere per noi è difficoltoso, perché si ha paura di dover dire : “ non ci sono posti “ ,per noi, che questo lavoro lo facciamo con coscienza , ci fa riflettere.

Concludo questa mia lettera e dico: a tutti quelli che stanno prendendo questa decisione, di mettersi una mano sulla coscienza , se coscienza ne hanno e di fare un passo indietro perché tutti abbiano il diritto di essere curati e salvati. Tutto questo a chi fa comodo? Forse qualcuno che si vuol coltivare il proprio orticello come ne vediamo da tempo? Oppure il messia deve obbedire agli ordini di qualcuno? Chiunque decida sulla chiusura del centro rianimazione di Trani, ripeto reparto che va bene, sicuramente avrà tante vite sulla coscienza se,” coscienza” ne ha.

Sicuramente a loro poco importa ciò che ho scritto, ma con la speranza che non capiti a nessuno di loro e dei propri cari di aver bisogno del Nostro reparto.


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